17 gennaio 2021
Aggiornato 04:00
Parla il boss della casa dei Diapason

Lin Jarvis: «Rossi continuerà oltre il 2018. E Lorenzo potrebbe tornare»

Il direttore generale del team Yamaha si confessa in una lunga intervista, tra il futuro (e il passato) di Valentino e il prossimo addio di Jorge: «Credo al fatto che il Dottore resterà. E per Por Fuera le porte sono sempre aperte»

Lin Jarvis con Valentino Rossi e Jorge Lorenzo
Lin Jarvis con Valentino Rossi e Jorge Lorenzo Yamaha

ROMA – A rassicurare i tanti osservatori preoccupati dalle possibili conseguenze negative sul mondo della MotoGP del futuro ritiro di Valentino Rossi (tra i quali ce ne sono anche di illustri, come il campionissimo Giacomo Agostini) ci pensa il direttore generale in persona del team Yamaha, Lin Jarvis. Che si unisce al nutrito coro (che vanta pure l'amico di una vita, Alessio Uccio Salucci) di coloro che pensano che il Dottore potrà continuare a correre anche oltre la scadenza del suo attuale contratto, fissata per il 2018: «A oggi ci credo – ha risposto – Non vede i prossimi due anni come gli ultimi, ma capirà quando il momento sarà arrivato. È un leader, inizia ogni stagione convinto di poter essere campione. E io, da parte mia, non ho dubbi al proposito».

Gli errori del 2015
Nel corso di una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Jarvis ha speso parole di grande elogio per il suo pupillo, definendolo il «Rinascimento Yamaha», l'uomo senza il quale la casa dei Diapason non sarebbe mai tornata a vincere. Ma non gli ha risparmiato pure qualche sincera critica, che riguarda in particolare il controverso finale dello scorso campionato: «Il 2015 si è complicato a Phillip Island, con Vale convinto che la gara fosse stata manipolata, e dalla conferenza stampa di Sepang è cambiato tutto – racconta – Avrei sperato che Valentino non avesse detto niente. Spesso i piloti dovrebbero stare più zitti. Non credo che esprimere sempre la tua opinione sia necessariamente una buona idea, e questo concetto si applica a Valentino come a Jorge. Se Rossi non fosse stato così duro in conferenza a Sepang, sono abbastanza sicuro che non ci sarebbe stata quella reazione enorme di Marquez. È stato il suo errore. Rossi è sempre stato il mago delle guerre psicologiche. Ma se arrivi a una situazione nella quale incontri te stesso, forse non funziona allo stesso modo o magari crei una reazione opposta. Vale poteva gestire la cosa in altro modo e forse Sepang e il campionato avrebbero avuto un esito diverso. Ma anche Jorge ci ha messo del suo, sentendosi offeso da Valentino: poteva diventare campione stando zitto, invece la situazione è esplosa. Ma sono piloti. Caldi, emozionali, non puoi controllarli, solo consigliarli».

L'addio a Lorenzo (per ora)
Forse proprio in quel momento la relazione tra Jorge Lorenzo e la Yamaha si è irrimediabilmente rotta, tanto da convincerlo a fare il grande salto in Ducati dal prossimo anno: «Il nostro rapporto è sempre stato basato su rispetto e franchezza. Se non sono d’accordo con lui glielo dico e viceversa. In nove anni abbiamo avuto tanti scambi. Anche con Valentino. Ma se Jorge è più brusco e diretto, lui è più raffinato e quindi devi comportarti allo stesso modo. Serve diplomazia e credo che uno dei miei punti di forza sia saper lavorare con persone di tutti i tipi e tutti i livelli». All'addio al campione maiorchino, che si consumerà alla domenica sera del Gran Premio di Valencia, Jarvis si è già preparato: «Gli dirò grazie per nove anni fantastici, i tre Mondiali, i bei momenti. E gli augurerò il meglio». Ma senza chiudere la porta per il futuro: «Certo. Mi avesse chiesto nel 2010 se Valentino sarebbe potuto tornare in Yamaha avrei risposto 'Impossibile'. Invece... Magari Jorge avrà un successo incredibile con Ducati o forse no, ma se vorrà tornare, perché no?».