26 maggio 2020
Aggiornato 05:00
Podio show per il Dottore a Phillip Island

Valentino Rossi dal disastro al trionfo: «Dedicato a Marco Simoncelli»

La settimana scorsa la caduta a Motegi, ieri la qualifica peggiore degli ultimi cinque anni. Ma oggi il Dottore è riuscito a rialzarsi di nuovo, con la spettacolare rimonta dal quindicesimo al secondo posto finale: «Gara perfetta»

Valentino Rossi sul podio del Gran Premio d'Australia
Valentino Rossi sul podio del Gran Premio d'Australia Michelin

PHILLIP ISLAND – «The Revenant» Valentino Rossi colpisce ancora. Se l'orso Marc Marquez si illudeva di avergli piazzato la zampata del ko ieri in qualifica, oggi il redivivo per eccellenza della MotoGP gli ha dimostrato che si sbagliava. Solo ventiquattr'ore dopo aver conquistato la sua peggior griglia di partenza dal 2011, infatti, il Dottore è stato protagonista della sua migliore rimonta dell'anno. Riuscendo a ripetere ancora una volta, anche a Phillip Island, l'eterno miracolo di un campione immortale, che si rialza sempre in piedi, non importa quante volte cada per terra. Anzi, oggi a cadere è stato proprio l'orso, che ha così vanificato la pole position conquistata ieri, completando così la rivincita perfetta del numero 46.

Rossi in azione nella gara di Phillip Island
Rossi in azione nella gara di Phillip Island (Michelin)

Passo gara irresistibile
Come è riuscito Valentino a ribaltare la situazione in un solo giorno? La chiave di questo suo risultato è stata il warm up di questa mattina, in cui ha dimostrato subito di avere il passo buono, staccando il secondo tempo: «Mi ha dato una sensazione di ottimismo, perché sapevo di essere veloce – racconta il tavulliese – Ho cercato solo di rimanere concentrato sull'obiettivo e ricordarmi che la gara era molto lunga. Sapevo di avere il passo per salire sul podio, con il cielo sereno. Quando ho visto Marquez cadere e sono arrivato alle spalle di Cal, ho addirittura pensato di poter vincere, ma purtroppo lui era troppo veloce, troppo forte, come sempre è a Phillip Island. Per me, la seconda parte della gara è stata più difficile». La colpa di questo finale in salita, del resto, non era sua, ma delle sue gomme Michelin, a cui aveva già chiesto degli sforzi immani in quei primi giri tutti all'arrembaggio. «Per la mia moto questa mescola andava bene, anche se negli ultimi giri slittava un po' troppo – spiega – Dobbiamo lavorare su questo, oltre che sul motore: la Honda è cresciuta e sui finali di gara è sempre più efficace di noi. Ma stavolta conta poco: mi sono divertito molto, specialmente nel primo giro, e ho fatto una bella gara».

Il Dottore con il trofeo del secondo posto
Il Dottore con il trofeo del secondo posto (Michelin)

Il secondo posto è più vicino
Certo, per il campionato, che Rossi ha definitivamente perso la settimana scorsa scivolando a Motegi, questo risultato non conta più. Ma per altri versi arriva al momento giusto: non solo perché rappresenta anche psicologicamente lo stimolo ideale per riprendersi dalle ultime difficoltà, ma soprattutto perché gli permette di incamerare altri punti preziosi nella corsa al titolo di vicecampione con il compagno di squadra Jorge Lorenzo. «Quello che è accaduto in Giappone è stato un vero peccato, avrei potuto fare un'altra bella gara, ma questo è il modo perfetto per dimenticarmene – prosegue il 37enne – Era quello che mi serviva dopo i brutti risultati di Motegi e di ieri, che probabilmente è stato il giorno più frustrante della stagione. Sono felice di aver conquistato altri punti su Lorenzo nella lotta per il secondo posto, ma soprattutto quel che voglio è disputare delle belle gare. Ora è molto importante cercare di farlo sempre: lottare per il podio e arrivare alla fine del campionato. Dobbiamo essere forti nelle ultime due gare, come lo siamo stati oggi». Un risultato speciale anche nella sua dedica, che va all'amico che ci lasciò esattamente cinque anni fa, il 23 ottobre 2011: «Questo secondo posto è per Marco Simoncelli e la sua famiglia, ci manca tanto e lo ricordiamo sempre. Questo è forse il miglior modo per dedicargli un pensiero e sentirlo ancora qui con noi».

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