17 gennaio 2021
Aggiornato 13:00
Due generazioni di campioni tedeschi a Maranello

Test infiniti e cura dei dettagli: Vettel impara la lezione di Schumacher

Per risollevare la Ferrari dalla sua crisi, Sebastian non lascia niente al caso. E vuole essere presente in prima persona finanche alle lunghe sessioni di prove delle gomme 2017. Proprio come faceva Kaiser Schumi

Sebastian Vettel a bordo della sua Ferrari nei test di Barcellona
Sebastian Vettel a bordo della sua Ferrari nei test di Barcellona Pirelli

MARANELLO – Da che mondo è mondo, i piloti amano i sorpassi, l'adrenalina, le competizioni. Molto meno le lunghe ed estenuanti giornate di test, fatte di interminabili ore passate a girare in tondo sulla stessa pista, tenendo d'occhio più i millimetrici sviluppi tecnici che i riscontri del cronometro. Per questo, in fondo, ci sono i collaudatori. Eppure, negli anni '90, Michael Schumacher, il campione più vincente di tutti i tempi, insegnò una lezione preziosa a tutti i suoi colleghi: va bene il talento innato, ma i Gran Premi e i Mondiali si vincono anche con la dedizione, con il duro lavoro, con l'attenzione spasmodica a ogni singolo dettaglio. Insomma, anche con le sessioni di test, a cui infatti Kaiser Schumi amava dedicarsi in prima persona. Tanto da preferire, narra la leggenda, la storica stanzetta di Enzo Ferrari sul circuito privato di Fiorano alla camera di un grande albergo a cinque stelle, proprio per dormire più vicino ai box e dunque ricominciare subito a girare il mattino dopo.

Test in prima persona
Sebastian Vettel, l'uomo che ne ha raccolto il testimone in Ferrari e con cui condivide ben più che la semplice nazionalità, ha dimostrato nel tempo di aver appreso la lezione di colui che fu il suo idolo d'infanzia. Lo dimostra la strategia che sta mettendo in atto proprio in queste settimane, quando il Cavallino rampante, così come la Mercedes e la Red Bull, sono impegnate nelle prove in anteprima delle gomme 2017, montate su delle monoposto muletto, ovvero dei telai dell'anno scorso modificate per simulare la nuova aerodinamica prevista dal regolamento della prossima stagione. Mentre Hamilton e Rosberg preferiscono lasciar sfogare il giovane test driver Pascal Wehrlein e perfino Ricciardo e Verstappen hanno ceduto il volante a Sebastien Buemi, Vettel ha voluto essere presente ad entrambe le sessioni finora disputate dalla Rossa, rinunciando anche a dei giorni di vacanza. Il motivo? Vuole sfruttare tutto il tempo a sua disposizione per avere un primo feeling degli pneumatici con cui correrà nella prossima stagione, così da poter adattare per tempo anche il suo stile di guida e lo sviluppo della macchina futura. Specialmente nella moderna Formula 1, in cui i test in pista sono strettamente contingentati. «Questo è sicuro al 100%, ci posso mettere la firma – conferma il responsabile tecnico della Pirelli, Mario Isola, al sito internazionale Motorsport – Conoscendo Vettel da alcuni anni, so che è molto interessato ai test e soprattutto a comprendere ciò che prova. Fa molte domande, tanto che a volte devo bloccarlo dicendogli: 'Tu mi devi rispondere, non farmi domande'. Ma questa è la sua personalità».

L'importanza delle gomme
La stessa strategia che mise in atto con successo nel 2011, prima stagione del gommista milanese in Formula 1. Per prepararsi, il pilota tedesco volò dall'ultimo GP di Abu Dhabi direttamente in Europa per festeggiare il titolo vinto con la Red Bull, e poi tornò negli Emirati per compiere personalmente il primo test con le nuove coperture. Non solo, ma fu l'unico a visitare la sede del fornitore, per capire meglio la direzione che stavano intraprendendo. E fu anche grazie al suo miglior adattamento alle nuove gomme che dominò il successivo Mondiale, annichilendo la concorrenza del suo compagno di squadra Mark Webber. Chissà che questo non porti bene per il prossimo anno. Del resto, è stato lo stesso Seb a sottolineare l'importanza dei «piccoli guadagni» nel percorso di crescita, un passo dopo l'altro, della sua Ferrari. Anche partecipare a un test in più può fare la differenza.