7 dicembre 2019
Aggiornato 23:00

Ferrari, un altro podio mancato: colpa di quell'errore strategico

Kimi Raikkonen era riuscito a superare Lewis Hamilton e a portarsi al terzo posto, ma un pit stop superfluo a fine gara lo ha riportato fuori dalla top 3. Bella la rimonta di Sebastian Vettel, che risale dalla 22esima alla quinta posizione

Kimi Raikkonen in gara a Singapore
Kimi Raikkonen in gara a Singapore Ferrari

SINGAPORE – Per come si erano messe le cose ieri, partire da Singapore mettendo in valigia un quarto e un quinto posto, senza perdere un punto dalla Red Bull nella corsa al titolo di vicecampioni costruttori, può quasi essere ritenuta una buona notizia per la Ferrari. Eppure, ancora una volta, la parola che viene alle labbra nel commentare la gara è «peccato». Lascia un'inevitabile ombra di delusione vedere la Rossa di nuovo fuori dal podio, specialmente considerando che ci è arrivata davvero ad un passo, quando Kimi Raikkonen ha superato Lewis Hamilton nella fase centrale del Gran Premio. L'occasione è andata persa per colpa di un errore strategico (e non è il primo caso): quando il campione del mondo è rientrato ai box per la sua terza sosta, il muretto Ferrari ha reagito richiamando anche Iceman, un giro più tardi. Peccato che il suo margine di vantaggio non si sia rivelato sufficiente per conservare la terza posizione.

Raikkonen non è d'accordo con i suoi tecnici
Con il senno di poi, il team principal Maurizio Arrivabene difende comunque la decisione dei suoi tecnici: «Penso che sia stata la scelta giusta – insiste – A quel punto, tenere le gomme supersoft avrebbe significato esporsi al rischio di un enorme degrado, ovvero a un disastro. Perciò abbiamo dovuto prendere la strada opposta. Abbiamo preso una decisione basata sui nostri dati, ora semmai l'esercizio sarà verificare se quei dati erano giusti. Ma Kimi è stato bravissimo oggi, per me è stato grandioso, ha dimostrato di non essere un campione del mondo per caso». Eppure è proprio quel «bravissimo» Raikkonen a dar voce a tutti i suoi dubbi sulla strategia del Cavallino rampante: «Avremmo potuto scegliere meglio: con quelle gomme sarei riuscito ad arrivare fino alla fine (come ha fatto il vincitore Nico Rosberg, ndr), ma è sempre molto facile dirlo a giochi fatti – ribatte il finlandese – Ero riuscito a superare Lewis, grazie al suo errore alla curva 7. Purtroppo a quel punto si è ripreso la posizione e non ci ho potuto fare molto. Oggi Nico era il più veloce di tutti, ma noi non eravamo così distanti dalle Red Bull o da Lewis: peccato che siamo rimasti bloccati alle loro spalle per la maggior parte della gara. Comunque un terzo o un quarto posto non cambia molto: non è questo che vogliamo, il nostro obiettivo è lottare per la vittoria».

La grande rimonta di Vettel
Nel caso di Sebastian Vettel, il cui Gran Premio era stato compromesso già da ieri, per colpa del guasto in qualifica, la condotta di gara è stata invece positiva: è riuscito a risalire dal ventiduesimo al sesto posto, confermandosi un grande rimontatore anche su un circuito cittadino come questo, in cui i sorpassi sono proibitivi. «Ero già scattato alcune volte dalla pit lane, ma non penso di essere mai partito ultimo – racconta il tedesco – Sono partito molto male, le ruote slittavano, e ho pure beccato l'incidente (di Nico Hulkenberg, ndr) sul rettilineo. Ma dopo la safety car ho iniziato a fare progressi. Con le gomme ultrasoft sono riuscito a sfruttare bene il passo della vettura e a compiere dei bei sorpassi, che qui sono molto rari, specialmente alla curva 7. Per non parlare della lotta a tre alla curva 9 con Gutierrez e Sainz: quando sono uscito davanti a loro avevo un sorriso smagliante in faccia. Mi sono divertito molto, peccato che nelle prime fasi ho perso troppo terreno e alla fine il distacco da Kimi e Lewis che lottavano per il terzo posto era troppo ampio». Ancora una volta, il risultato deludente della Ferrari non può di certo essere imputato ai piloti.