26 settembre 2020
Aggiornato 16:30
Il pilota di Vasto ancora sul banco degli imputati

Andrea Iannone di nuovo sotto accusa: «Non rispetta nessuno»

Il Maniaco sfiora il contatto con Eugene Laverty sul finale delle prove libere, poi tra i due scoppia un litigio. Il nordirlandese attacca: «Come si permette di ordinarmi di lasciarlo passare?». Ma lui minimizza: «Non ci siamo capiti»

ZELTWEG – Andrea Iannone finisce di nuovo sul banco degli imputati. Dopo essersi beccato le accuse di Jorge Lorenzo, centrato in pieno durante il Gran Premio di Barcellona, oggi il Maniaco ha dovuto incassare anche quelle di Eugene Laverty. I due portacolori della Ducati (l'italiano corre nel team ufficiale, il nordirlandese in quello satellite Aspar) hanno litigato in mondovisione al termine della seconda sessione di prove libere, subito prima di iniziare le prove di partenza. A scatenare la querelle sono state le proteste del pilota di Vasto per il comportamento durante il giro conclusivo del suo collega. «Nell'ultimo giro stavo migliorando il mio tempo, ma lui mi ha comunque voluto superare – racconta Laverty – Poi, quando ci siamo fermati per le prove di partenza, ha indicato i suoi occhi e mi ha detto che devo fare attenzione a come mi muovo quando arriva lui, insomma più o meno che devo lasciarlo passare. Parlava come se stessi andando piano, ma non era così». Di fronte a questo avvertimento, il britannico non l'ha presa bene: «Non ha rispetto per nessuno – tuona – Gli ho risposto: 'Che c***o, mi stai prendendo in giro?'. Deve avere rispetto. Questo ragazzo si comporta come un pazzo da tutto l'anno, questa è stata la ciliegina sulla torta. Come può pensare che vada bene dire a un collega che 'deve andare fuori traiettoria'? Che cos'ha nel cervello? Se sto facendo il mio giro migliore non mi sposto, semmai mi deve superare lui. E poi, per un ragazzo che si fa chiamare 'Maniaco', appena ho alzato la voce, è corso via. Questa è l'unica cosa che mi fa imbestialire, perché io corro con rispetto, e lui deve rispettare chi viaggia a 300 km/h come lui. Lo impariamo tutti da quando siamo bambini, me l'hanno insegnato i miei genitori e io ho mantenuto la stessa mentalità. Siamo piloti al massimo livello, modelli da seguire per i giovani, e non ci si può comportare così».

Acqua sul fuoco
Accuse che Andrea Iannone respinge al mittente: «Non avrei rispetto per gli altri? Perché? – si è difeso l'abruzzese – Io ho solo cercato di spiegarmi, ma il mio inglese non è tanto buono, forse non mi ha capito bene. Dopo cercherò di chiarire meglio, ma ciò che intendevo dire era: 'Eugene, la prossima volta fai un po' più di attenzione', perché quando ho cercato di passarlo ho frenato molto tardi e lui ha staccato dopo di me. Entrando nella curva 4, se non avessi alzato la moto, ci saremmo toccati e sarebbe stato un completo disastro. Ma va bene così, non sono arrabbiato con lui e non ho problemi. Sono solo prove libere».