6 giugno 2023
Aggiornato 18:30
Calcio | Milan

Brocchi si ribella: «Non sono un lecchino»

A 24 ore dall’ultima di campionato - probabilmente irrilevante - contro la Roma e ad una settimana esatta dalla finale di Coppa Italia contro la Juventus, il tecnico del Milan ha parlato a cuore aperto di progetti, aspettative, futuro, non mancando di far pervenire il solito ringraziamento a Silvio Berlusconi.

MILANO - «Se resto alla guida del Milan farò bene». È un Cristian Brocchi sereno quello che si avvicina alla sua prima finale da allenatore in serie A. Sereno ma consapevole che il suo futuro è appeso ad un filo. Logico pensare all’esito della sfida infernale contro l’invincibile Juventus dell’ex Allegri con in palio la Coppa Italia e il conseguente pass per la prossima Europa League, ma a pesare come una spada di Damocle sulla testa nel neo allenatore rossonero c’è il futuro societario. Nessuno ha dubbi sul fatto che, in caso di successo sabato prossimo allo stadio Olimpico di Roma e soprattutto di fallimento della trattativa tra Fininvest e la cordata cinese per l’acquisizione del pacchetto azionario del Milan, Brocchi possa restare a governare Milanello. 

«Sempre grato a Berlusconi»
Diversa la situazione nel caso entro la metà di giugno la società di via Aldo Rossi dovesse ritrovarsi con un nuovo proprietario: a quel punto, anche con la Coppa Italia in bacheca, il destino del tecnico potrebbe essere segnato. Cristian Brocchi sa bene come stanno le cose, il suo nome è legato a doppio filo con quello di Silvio Berlusconi e c’è la netta percezione che rimarrà in sella solo fin quando l’ex premier sarà a capo del club. «Vivo il presente e leggo le notizie che arrivano. Però il presidente Berlusconi mi ha scelto non perché sono simpatico e nemmeno perché sono stato una delle figure più importanti della storia del Milan, mi ha scelto per il mio metodo di lavoro. Nel momento in cui una società vuol programmare il futuro c’è bisogno di avere le idee chiare e Berlusconi le ha chiarissime su di me e sulle mie idee di calcio. Se dovesse cambiare idea comunque gli sarò grato, perché mi ha dato una chance importante. Questo però non mi deve far passare da lecchino. Se mi sarà dato modo di iniziare anche la prossima stagione, sono sicuro che potrò portare qualche cosa di buono».

Condizione precaria
A preoccupare tutto l’universo milanista, dal primo all’ultimo tifoso rossonero, sono però le condizioni psico-fisiche nelle quali il Milan si sta avvicinando all’appuntamento più importante dell’anno. E non parliamo del match in programma sabato sera a San Siro contro la Roma, valevole per l’ultima giornata di campionato e probabilmente inutile ai fini della conquista del sesto posto (il Milan dovrebbe sperare che un’Inter imbottita di ragazzini faccia risultato in casa del Sassuolo), quanto naturalmente dell’atto conclusivo della Coppa Italia contro la Juventus. Mister Brocchi non sembra preoccupato e attende risposte concrete da tutti i suoi ragazzi: «La partita contro i giallorossi sarà fondamentale per valutare chi può offrirmi garanzie per la finale. Chi giocherà dovrà dimostrare quanto ci tiene a questa maglia, sarà una prova importante per tutti».

4-5 giocatori nel mirino
Sembra un messaggio in codice per qualcuno e in effetti così è, come confermato da un concetto poi esplicitato più avanti: «Ci sono giocatori che fanno più fatica a capire determinati concetti - le parole di Cristian Brocchi - , c'è chi vive un momento di difficoltà perché magari pensava di riuscire a fare molto di più e chi invece perché ha giocato poco. Io sto cercando di lavorare per portare il maggior numero possibile di giocatori al 100%, ma da almeno 4-5 giocatori mi aspetto molto di più. Parlo di un atteggiamento propositivo e la voglia di trasmettere carica e voglia di vincere a tutto il gruppo. Loro sanno a chi mi riferisco, perché gliene parlo. Il che non vuol dire che io non abbia stima nei loro confronti, anzi è proprio il contrario, se mi aspetto da loro certe cose è perché sono convinto che me le possano dare».

Il riferimento è sembrato piuttosto esplicito a alcuni rossoneri non particolarmente brillanti nelle ultime settimane, ad esempio Bertolacci, Kucka, Romagnoli, Menez, Alex. Ma probabilmente mister Brocchi è stato fin troppo buono, di giocatori deludenti e ben al di sotto delle aspettative al Milan ce ne sono parecchi di più.