26 ottobre 2020
Aggiornato 13:00
Gran Premio di Russia

La «bestia nera» Kvyat rovina un altro GP a Vettel

Il ferrarista buttato fuori dalla gara dopo sole tre curve da un doppio incidente del pilota di casa: è la seconda volta consecutiva. La Rossa si consola con il terzo posto di Raikkonen, dietro ai soliti Rosberg e Hamilton

L'incidente tra Sebastian Vettel e Daniil Kvyat
L'incidente tra Sebastian Vettel e Daniil Kvyat Ferrari

SOCHI – Ancora una gara rovinata alla partenza, ancora per colpa di Daniil Kvyat. Sebastian Vettel è uscito di scena dal Gran Premio di Russia dopo sole tre curve, centrato nuovamente dall'idolo di casa e portacolore del suo ex team, la Red Bull. I due erano già venuti ai ferri corti al via della scorsa gara in Cina, ma stavolta il russo ha dato il meglio di sé: prima ha tamponato il ferrarista alla staccata della curva 2, poi lo ha colpito di nuovo nella lunga curva 3 spedendolo in testacoda e dritto contro il muro. Il tedesco ha reagito immediatamente con un commento furibondo via radio, ma in compenso nelle sue dichiarazioni a fine gara è apparso decisamente più controllato: «Non ce l'ho con lui, ma penso che abbia commesso un errore due settimane fa e ne ha commesso un altro oggi, è piuttosto ovvio – ha commentato – Ero partito benissimo, stavo risalendo alla seconda curva, poi sono stato colpito violentemente una prima e una seconda volta, e la mia gara è stata distrutta. Sono stato piuttosto chiaro via radio, ma non posso farci nulla. Sono cose che succedono, tutti commettiamo errori. Però è frustrante, perché una gara dura 53 giri, non due curve».

Le scuse non bastano
Kvyat, punito con un drive through dalla direzione gara, ha provato a giustificarsi così: «Ovviamente, penso che nei prossimi giorni sentirò dei commenti molto pesanti, ma il mio punto di vista è che ho bloccato le gomme posteriori, semplicemente questo. Non ho frenato troppo tardi, avevo la macchina fuori controllo. Mi dispiace per avergli rovinato al gara, ma sono umano e questa decelerazione improvvisa è stata impossibile da gestire. Penso che i commissari siano convinti che l'incidente sia stato deliberato, ma non è andata così. Mi dispiace per tutto questo casino». Una versione che non può soddisfare il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene: «L'ultima volta, in Cina, non mi lamentai di Kvyat, dissi che aveva fatto il suo lavoro. Stavolta, non trovo ragioni per ciò che è successo. Se guardate le immagini, è tutto molto chiaro. Ha toccato Sebastian una volta e, dopo un colpo del genere, lui ha rallentato, ma non per farsi colpire una seconda volta! Cosa doveva fare, volare? Non serve la telemetria per capirlo».

Doppietta Mercedes, terzo Kimi
A tenere alta la bandiera della Rossa di Maranello è rimasto dunque il solo Kimi Raikkonen, che ha chiuso terzo alle spalle delle due solite Mercedes. «La macchina oggi è andata meglio che nel resto del weekend – ha ammesso Iceman – ma ancora non abbastanza per lottare con le frecce d'argento. Dobbiamo continuare a lavorare, ci sono tanti piccoli dettagli da migliorare. Loro vanno ancora molto forte, ma sono fiducioso che quando finiremo il nostro sviluppo saremo molto più forti». A vincere, per il quarto Gran Premio su quattro dall'inizio della stagione 2016, è stato di nuovo Nico Rosberg: «Ma sono solo quattro gare su 21, e Lewis recupererà, sicuramente: è in forma e motivato come sempre – frena il leader del Mondiale – È ancora presto e mi limito a prendere una corsa alla volta». Hamilton, dal canto suo, è riuscito a rimontare dalla decima posizione in griglia di partenza fino alla seconda, ma il rischio di una perdita di pressione dell'acqua nel finale lo ha costretto a rallentare senza poter insidiare il suo compagno di squadra in testa alla corsa: «Non avevo dubbi di poter vincere, avevo il passo giusto – si rammarica il tre volte iridato – ma poi ho avuto ancora problemi al motore e ho dovuto rallentare». E la riscossa è ancora rimandata.