26 ottobre 2020
Aggiornato 19:30
La rincorsa non si ferma

Arrivabene: «Quanto ci manca dalla Mercedes»

Il team principal della Ferrari è convinto che alla sua monoposto manchi solo un decimo per raggiungere le frecce d'argento. E quindi continua con il suo programma di sviluppo tecnico costante e graduale anche nel GP di Russia.

Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari
Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari Ferrari

ROMA – Un motore di nuova costruzione, che alimenterà il turbo con un maggior quantitativo di gas di scarico, per aumentare la potenza e l'efficienza del sistema di recupero di energia ibrido. Ma anche un nuovo alettone anteriore, che dovrebbe consentire di migliorare le doti aerodinamiche della SF16-H. La Ferrari prosegue a pieno regime il programma di sviluppo della sua monoposto, con l'ambizioso ma non impossibile obiettivo di raggiungere la Mercedes. E la anche filosofia resta sempre la stessa: nessuna rivoluzione, ma piuttosto una crescita costante e graduale.

Un passo alla volta
«Abbiamo alcune novità in arrivo per Sochi, ma nulla di grande importanza – spiega il team principal Maurizio Arrivabene al quotidiano svizzero Blick – Abbiamo deciso molto tempo fa che la filosofia sarebbe stata quella dello sviluppo graduale, perché quando si comincia una stagione con un progetto totalmente nuovo, non ha senso presentarsi con dei pacchetti di aggiornamento rivoluzionari. Anche per lo sviluppo del motore abbiamo scelto la stessa filosofia: ovviamente utilizzeremo alcuni gettoni per migliorare la prestazione (in particolare saranno tre quelli spesi per il Gran Premio di Russia, ndr) ma sarà tutto molto graduale». Il motivo non è da ricondurre solo all'immancabile prudenza e all'intenzione di evitare costosi passi falsi. Il boss del Cavallino rampante, infatti, è convinto che alla sua scuderia manchi davvero poco per raggiungere le frecce d'argento: «Ci manca solo un decimo di secondo rispetto alla Mercedes», sostiene. Dunque, la colpa dei 42 punti che Sebastian Vettel paga rispetto al leader Nico Rosberg in classifica di campionato è tutta degli incidenti e dei guasti che hanno finora condizionato la stagione della Rossa, impedendole di dimostrare il suo vero (e grande) potenziale tecnico.

Contro l'idolo locale
Nella gara di domenica a Sochi, però, la Ferrari si troverà a confrontarsi anche con un altro avversario, meno consueto dei campioni del mondo tedeschi: la Red Bull. E in particolare il padrone di casa Daniil Kvyat. 22 anni compiuti solo ieri, padrone di casa in quanto russo di nascita, ma anche un po' italiano di adozione, visto che da anni ha scelto di vivere a Roma, il giovane talento delle «lattine» è già arrivato ai ferri corti con Vettel nello scorso Gran Premio in Cina, con un incidente al via che gli è valso gli appellativi di «pazzo» e «suicida» da parte del ferrarista. Una rivalità appena nata, che comunque Daniil vive senza timori reverenziali: «Vettel e io ci siamo imparati a conoscere meglio in Cina – provoca lui – Quando si lotta con un pilota per la prima o la seconda volta, di solito lo si conosce di più. Per quanto mi riguarda, ho disputato un'ottima gara, sono salito sul podio e ho capito di poter lottare con la Ferrari». Domenica tutti si attendono il secondo round.