20 novembre 2019
Aggiornato 04:30

La fatal Sassuolo, capolinea degli allenatori del Milan

Parlare oggi di esonero di Mihajlovic, come già accaduto ad Allegri e Seedorf dopo aver perso contro il Sassuolo, potrebbe sembrare sconsiderato e fuori luogo. Ma ci sono diversi elementi che dovrebbero lasciare il tecnico serbo tutt’altro che tranquillo.

MILANO - Una volta c’era la fatal Verona. I tempi sono cambiati, i valori tecnici dei nemici anche e il Milan ha trovato un altro terreno quanto mai ostico dove andare a scornarsi ogni maledetta domenica. Il riferimento, naturalmente, è al Sassuolo di mister Di Francesco. Dall’arrivo in serie A degli emiliani, i rossoneri hanno perso tutte le volte che sono scesi al Mapei Stadium, confermando una tradizione a dir poco negativa che trova conferma in un altro dato pericolosamente inquietante. 

Allegri e Seedorf cacciati dopo il Sassuolo
Dopo le sconfitte contro il Sassuolo, in casa Milan ci sono stati ben due esoneri: quello di Allegri (dopo la sconfitta per 4-3 al Mapei Stadium) e quello di Seedorf (dopo l'ultima di campionato della stessa stagione, giocata proprio contro il Sassuolo, ma a San Siro).
Se consideriamo che anche ad Inzaghi il Sassuolo non ha portato particolare fortuna visto che la crisi nera nella quale è stato risucchiato il suo Milan è iniziata proprio con la sconfitta interna subita dai neroverdi di Di Francesco all’andata, bissata dal successo del Sassuolo anche al ritorno alla terzultima di campionato, il quadro è completo.

Addio sogni di Champions
Oggi sembra oggettivamente assurdo parlare di esonero anche per Sinisa Mihajlovic, ma se teniamo in considerazione gli elementi inequivocabili emersi dopo la sconfitta per 2-0 subita dal Milan ieri pomeriggio, anche per il tecnico serbo da oggi ogni scenario può essere possibile.
È evidente che grazie al duplice colpo inferto da Duncan e Sansone, rimasti inspiegabilmente non vendicati dalla poco orgogliosa armata rossonera, le speranze Champions del Milan sono pressoché evaporate in un amen. 

Roma, Viola e Inter troppo avanti
A questo punto sono davvero troppi 9 punti di distanza dalla Roma di Spalletti e del milanista El Shaarawy per pensare ad una incredibile rimonta. Poi c’è sempre la Fiorentina che comunque mantiene 6 punti di rassicurante margine sul Milan e per finire l’Inter, miracolosamente risorta dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia contro la Juventus e di nuovo risalita a +4. Come dire, già è praticamente impossibile recuperare tanti punti su una sola squadra, figuriamoci su tre. 

Senza Champions conferma a rischio
Senza Champions, come Berlusconi ha fatto capire in più di una circostanza, il destino di Mihajlovic al Milan resta appeso a un filo. Certo, c’è sempre una finale di Coppa Italia da giocare, ma quel 21 maggio all’Olimpico di Roma di fronte ci saranno i cannibali della Juventus, che una volta (contro l’Inter e a finale praticamente già conquistata) possono prendere la gara sotto gamba e perderla, certamente due no. 

Coppa Italia e Europa League
In ultima analisi, a favore di Sinisa Mihajlovic, ci sarebbe l’accesso alla prossima Europa League, ma intanto non è così scontato che il pass per la seconda competizione continentale possa garantire all’allenatore serbo la conferma nella prossima stagione e poi, con il Sassuolo arrivato ad appena 3 punti e con i confronti diretti a favore, a quanto punto potrebbe essere più complicato del previsto anche mantenere salda la sesta piazza. Se non è fatal Sassuolo questa…