19 novembre 2019
Aggiornato 10:30

Se i fan di Marquez temono quelli di Rossi

Il club ufficiale dei tifosi italiani del campione della Honda decide di annullare la prevista trasferta al Gran Premio del Mugello: «Troppe minacce ricevute dai supporter avversari, il rischio è elevatissimo»

ROMA – Lo scontro tra Valentino Rossi e Marc Marquez non risparmia nemmeno i rispettivi tifosi. E, dopo il rovente finale dell'ultimo Mondiale, le tensioni tra i due gruppi si sono alzate a tal punto da convincere un gruppo di supporter italiani del pilota spagnolo della Honda ad annullare la loro prevista trasferta in occasione del Gran Premio del Mugello 2016. La clamorosa decisione è stata annunciata in un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale del Fan Club Marc Marquez Italia, e motivata con le preoccupazioni per la sicurezza dei propri membri, alla luce delle minacce ricevute dai colleghi sostenitori del Dottore. «Siamo davvero molto dispiaciuti di dover compiere questa drastica decisione – si legge nella nota – ma la situazione al momento non è delle più rosee e l'ambiente è davvero pericoloso. Il dispiacere più grande è di non poter tifare Marc e Alex (il fratello, ndr) liberamente come avevamo sempre fatto fino a qualche anno fa, ma la situazione è quella che è e finché si continua a buttare benzina sul fuoco (e non parliamo solo di giornalisti e comuni tifosi), non ce la sentiamo di correre rischi così alti. Troviamo vergognoso che una tifoseria non possa tifare liberamente il proprio campione senza correre rischi di ricevere minacce, oggetti o addirittura sputi, ma purtroppo anche nel motociclismo siamo arrivati a questo punto. Speriamo che capiate questa scelta che è stata presa per il bene dei soci».

Uno sport che non riconosciamo più
Ulteriori commenti da parte del club hanno confermato che la situazione è sfuggita ad ogni controllo proprio dopo lo scontro tra Rossi e Marquez nell'ultimo GP di Sepang, anche se già in precedenza c'era stata qualche avvisaglia: «Già l'anno scorso avevamo ricevuto minacce al Mugello e a Misano per non parlare degli sputi – hanno spiegato – Purtroppo, ci sono tifosi di ogni pilota che non comprendono che la rivalità tra sportivi non deve portare a un confronto continuo tra i tifosi in tribuna». Racconti, questi, che fanno male prima di tutto al motociclismo. Uno sport che si era sempre tenuto ben lontano dagli eccessi degli ultras del calcio o del basket: dai gruppetti organizzati scortati dalla polizia, dai settori degli stadi blindati, dalle esplicite minacce rivolte via Internet da qualche esaltato (e chissà se c'è il rischio che diventino qualcosa di più). Ora è arrivato il momento di dire basta a tutto questo, prima che sia troppo tardi e che queste rivalità inquinino per sempre l'ambiente delle due ruote. E sarebbe tanto bello che a fare il primo passo indietro fossero proprio i campioni coinvolti.