10 dicembre 2019
Aggiornato 01:30

Milan, l’autunno nero del geometra Galliani

Dalle difficoltà del suo Milan, in crisi profonda malgrado un sontuoso mercato da quasi 90 milioni di euro, alle critiche sempre più insistenti dei tifosi delusi. Ma a preoccupare l’amministratore delegato rossonero anche le questioni giudiziarie legate al crack del Parma calcio e allo scandalo dei diritti televisivi.

MILANO - Non è certo un bel periodo questo per Adriano Galliani. Il Milan sguazza nelle paludi melmose della seconda metà della classifica; il recente e ricchissimo mercato estivo, con i nuovi acquisti tutti sotto la sufficienza (alcuni anche abbondante), turba i sonni agitati dell’Ad; i tifosi rossoneri, di qualunque ordine e grado, sono sempre più agguerriti contro il geometra di Monza; e come se non bastasse ecco arrivare anche la ciliegina sulla torta, invero piuttosto indigesta. «L’amministratore delegato Milan Adriano Galliani - secondo la notizia l’Ansa diffusa nella mattinata di oggi - è indagato dalla procura di Parma nell'inchiesta per il crac del Parma Fc. L'accusa al dirigente rossonero è concorso in bancarotta fraudolenta, nel mirino degli inquirenti la cessione del difensore Gabriel Paletta. L'ipotesi dei magistrati, secondo quanto riporta la Gazzetta di Parma, sarebbe che il Milan a gennaio scorso avrebbe acquistato il difensore italo-argentino ‘sottocosto’ sborsando solo 2,5 milioni di euro a fronte di una quotazione più elevata».

Ma i magistrati hanno visto giocare Paletta?

Risulta evidente che i suddetti magistrati abbiano evitato accuratamente di guardare giocare il Milan - e di conseguenza Paletta - nella seconda metà dello scorso campionato, altrimenti si sarebbero risparmiati un’accusa del genere nei confronti del povero Galliani, perché pagare 2,5 milioni per il difensore italo-argentino, ingloriosamente portatore della casacca rossonera per 6 mesi, è stato uno sproposito, altro che ‘sottocosto’.

La risposta del Milan: «È tutto regolare»

Comunque la risposta ufficiale del club non si è fatta attendere, con un comunicato che ha messo subito a tacere ogni possibile polemica: «In relazione alle notizie diffuse in ordine all’iscrizione di Adriano Galliani nel registro degli indagati del Tribunale di Parma con riguardo all’acquisto del calciatore Paletta, l’A.C. Milan sottolinea la perfetta regolarità dell’operazione ed è certo che identica sarà la valutazione dei magistrati competenti».

Lo scandalo dei diritti tv

Ad ingigantire ulteriormente la nuvola nera di Fantozzi addensatasi sulla testa calva del povero Galliani, è arrivata anche la bufera legata ai diritti televisivi che, partita dagli uffici della Lega Calcio, sta inevitabilmente finendo per coinvolgere anche l’amministratore delegato rossonero. Il vecchio dirigente milanista (ai tempi presidente della Lega) è stato il primo sostenitore della candidatura di Infront quale advisor della Lega, grazie alla sua amicizia di vecchia data con Marco Bogarelli, Giuseppe Ciocchetti e Andrea Locatelli (rispettivamente presidente e consiglieri di Infront), tutti ex manager di Fininvest e per questo molto legati al numero due del Milan. 

Nel decreto di perquisizione che ha coinvolto altri importanti dirigenti Mediaset, si legge: «Il management di Infront, nello svolgimento dell'iter di assegnazione delle licenze dei diritti audiovisivi relativi agli eventi sportivi (diritti tv 2015-18, ndr), colludendo con i dirigenti Rti, ha turbato i relativi bandi e il corretto e imparziale svolgimento delle gare, in particolare violando i canoni di trasparenza e leale concorrenza in favore del competitor Rti (Mediaset)».

Perquisite le sedi di Genoa e Bari

Ma non è finita qui, perché lo scandalo legato ai diritti tv sembra si stia diffondendo a macchia d’olio, tanto che la Guardia di Finanza ha fatto irruzione negli uffici di alcune società di calcio di Serie A e B (al momento Genoa e Bari), sequestrando carte utili all'inchiesta di cui sopra. Per somma sfortuna di Galliani, tra i due club finiti nell’occhio del ciclone, anche quello dell’amico del cuore, Enrico Preziosi, che peraltro si è subito affrettato a difendersi con un sollecito quanto poco credibile: «Siamo tranquillissimi».

Insomma, pare che al geometra di Monza non ne vada dritta nemmeno una in questo periodo. Chissà se almeno Mihajlovic e i suoi ragazzi saranno in grado di fargli un regalino sabato sera a Torino. Una vittoria del Milan avrebbe il potere terapeutico di far passare in secondo piano tutti i problemi di Galliani, compresa l’insofferenza del sempre più irrequieto popolo rossonero.