19 gennaio 2020
Aggiornato 16:00
Calcio - Serie A

Milan, il ritiro silenzioso del geom. Galliani

Le uniche parole pronunciate dall’amministratore delegato rossonero dopo la bruciante sconfitta contro il Napoli sono state: «Ritiro di riflessione». Mille cose su cui ragionare e tante risposte da trovare alle domande sempre più insistenti dei tifosi rossoneri, in primis Silvio Berlusconi, deluso - come tutti - dall’andamento del Milan.

MILANO - «Domenica sera ad Arcore ho incontrato Salvini e insieme abbiamo sofferto per la sconfitta del nostro Milan», con queste parole Silvio Berlusconi ha raccontato dalla pagina Facebook il suo momento politico e sportivo. A parte la condivisione della sofferenza con il leader della Lega, l’afflizione e il patimento del presidente onorario del Milan sono gli stessi anche per altri milioni di tifosi rossoneri, tutti sempre più affranti di fronte alle mortificanti disavventure della squadra del cuore.

Berlusconi scocciato, ma Galliani non si tocca
La differenza sta tutte nella reazione: il patron del Milan al massimo si sofferma a chiedere conto al responsabile dell’area tecnica sui tanti perché dell’ennesimo fallimento rossonero, senza prendere alcun provvedimento di licenziamento per giusta causa come toccherebbe a qualsiasi amministratore delegato di un’azienda allo sbando; i tifosi invece sono ormai inferociti nei confronti di colui che è unanimemente considerato l’unico vero colpevole dello sfacelo rossonero. Parliamo naturalmente di lui, lupus in fabula, il geometra Adriano Galliani.

La Curva Sud: «Siamo stanchi di questo Milan»
Non c’è tifoso rossonero che non punti su di lui il dito minaccioso del risentimento per questa ennesima stagione sprecata, sacrificata sull’altare del rinnovamento a prezzo di quasi 90 milioni di euro sperperati sul mercato, e il grido di battaglia che spopola sul web è «Galliani vattene!».
Intanto anche la curva rossonera sembra aver preso le distanze da una squadra la cui gestione riprovevole non trova più scusanti. Domenica sera, quasi al tramonto del sanguinoso 0-4 incassato dal Napoli, la frangia più calda del tifo milanista, esasperata dall’andazzo preso dal match, ha messo in atto una protesta silenziosa ma non per questo meno efficace: «Sì è vero - conferma Giancarlo Capelli, meglio noto come Il Barone, uno dei leader della Sud -, un gesto molto forte da tifoso, a simboleggiare il fatto che siamo scandalizzati da come si sta comportando il Milan negli ultimi tempi, che siamo stufi di questa situazione. Ed è un atteggiamento che non riguarda solo noi della curva, è stato veramente brutto vedere i tifosi rossoneri lasciare san Siro al 20’ del secondo tempo. Mai vista una cosa del genere».

Campagna acquisti scandalosa
Anche per il cuore pulsante del tifo milanista però il principale responsabile di questa situazione è lui: «C’è un solo modo per definire la campagna acquisti del Milan negli ultimi anni, scandalosa. Tutti operano meglio di noi. È inaccettabile che altri club comprino con 10 milioni di euro giocatori più forti di quelli che noi paghiamo 20 o 30. Il Milan non è più all'altezza del mercato del passato ed il problema è sempre lo stesso, manca un direttore sportivo nuovo. È ora che Galliani torni ad occuparsi del suo lavoro».
Sarebbe interessante capire quale potrebbe essere il lavoro del geometra. Chissà, magari compiti di supervisione dell’area tecnica ma con collaboratori dotati però di mansioni, responsabilità a capacità di agire. Tutte cose al momento non consentite a nessuno dalla furia accentratrice e dalla fame di potere dell’Adriano rossonero.

Braida 2, il ritorno?
Ma adesso qualcosa potrebbe cambiare. Torna prepotentemente alla ribalta il nome di Ariedo Braida, uno che ha legato il proprio nome alla storia del Milan grazie agli acquisti straordinari di Van Basten, Boban, Weah, Shevchenko. Malgrado le smentite di rito da parte di Milan Channel («Braida e Adriano Galliani sono legati da una profonda amicizia fin dal 1975, perciò qualsiasi incontro che ci possa essere stato tra i due rientra esclusivamente nell'ambito di un'amicizia di lunga data, indipendentemente dalle attuali situazioni lavorative» e ancora «Braida lavora come direttore sportivo per il Barcellona, sono da ritenersi quindi non vere le voci di un suo ritorno nel club di via Aldo Rossi») il ritorno a casa dell’ex braccio destro di Galliani è un’ipotesi tutt’altro che trascurabile.

Galliani, aria di dimissioni
E lui, Adriano Galliani, la pietra dello scandalo, l’uomo più odiato dai milanisti, il dirigente venerato da tutti tranne che dai tifosi della squadra per cui lavora, come sta reagendo a questo ennesimo momento no della sua ormai quasi trentennale esperienza in rossonero? Intercettato all’indomani della disfatta contro il Napoli all’ingresso di Casa Milan, l’ad si è trincerato dietro un misterioso e mistico «silenzio di riflessione».
Un momento introspettivo che potrebbe anticipare qualche clamoroso colpo di scena, come già successo qualche tempo fa quando l’ad rassegnò le dimissioni - poi respinte dal presidente Berlusconi - dopo essere entrato in conflitto Lady Barbara. Ipotesi azzardata e al momento ancora lontana dalla realtà, ma qualche indiscrezione in tal senso ha già iniziato a circolare. 

Fosse che fosse la volta buona?