10 luglio 2020
Aggiornato 01:00
Calcio - Serie A

Milan: KO nel derby e tutti felici

La sconfitta contro l’Inter pare non aver lasciato strascichi nell’ambiente rossonero. Mihajlovic si è detto soddisfatto della prestazione della squadra e anche i tifosi hanno applaudito il Milan. Eppure la vetta della classifica, occupata appunto dai nerazzurri, dista ormai 6 punti dopo appena 3 giornate di campionato.

MILANO - È strano, incomprensibile, una sorta di contraddizione in termini, un ossimoro calcistico di difficile interpretazione, ma al Milan, dopo aver rimediato una sanguinosa sconfitta nel derby contro l’Inter, sembrano tutti felici.
A cominciare dal tecnico rossonero. Infastidito, per non dire inbufalito, dopo le pessime prestazioni nelle prime due uscite di campionato contro Fiorentina e Empoli, peraltro rimediando una sconfitta ma anche una vittoria, stavolta Sinisa Mihajlovic ha sorpreso tutti con la sua pacata accettazione della battuta d’arresto. Tanto da applaudire a fine gara i suoi ragazzi meritevoli di lodi per aver disputato un match gagliardo dal punto di vista agonistico e attento sotto l’aspetto tecnico-tattico.

Mihajlovic, tensione a fine gara
Questo almeno è quello che il tecnico serbo ha provato a farci credere nel post-partita. Salvo poi mostrare tutta la rabbia repressa per aver perso il derby contro il vecchio amico Mancini e soprattutto contro i suoi ex-tifosi (che lo hanno insultato senza pietà) quando ha infiocchettato una rispostaccia ad una collega di Mediaset colpevole di aver provato a chiedere spiegazioni sulla discutibile sostituzione di Carlos Bacca: «Io faccio l’allenatore, lei la presentatrice». 

Tutti soddisfatti per il gioco
Uscite fuori luogo a parte, quello che si è presentato davanti alle telecamere alla fine del derby è sembrato un Sinisa arrabbiato per la battuta d’arresto ma tranquillo, consapevole dei miglioramenti messi in mostra dalla sua squadra, tanto da riaffermare un concetto già espresso in passato: «Meglio perdere e giocare bene che vincere e giocare male, perché se giochi bene puoi perdere una partita ma magari vinci tutte le altre».
Teoria inappuntabile se non fosse che dopo questo imperscrutabile inizio di campionato del nuovo Milan targato Mihajlovic la vetta della classifica, occupata appunto dall’Inter opulenta di Roberto Mancini, dista già 6 punti dopo appena tre giornate. 

Tante note positive
La cosa più curiosa è che anche il popolo rossonero pare aver accettato la sconfitta contro i rivali di sempre con una tolleranza non normale. È vero che la squadra ha giocato in maniera dignitosa rispetto alle ultime indecorose prestazioni, è vero che il Milan non meritava di perdere e che forse ai punti il risultato sarebbe stato a favore dei ragazzi di Mihajlovic, è altrettanto vero che le note positive al termine del match sono state forse superiori a quelle negative (ad esempio il ritorno in campo da leader di Montolivo e Balotelli), ma la sostanza è che l’Inter è prima in classifica a punteggio pieno, mentre il Milan continua a sguazzare nelle paludi melmose della zona bassa della classifica, con un divario da recuperare già sostanzialmente consistente.

Controprova contro il Palermo
Adesso si attende con ansia la controprova del prossimo turno di campionato contro un Palermo sorprendente. I nodi da sciogliere per il tecnico Mihajlovic sono ancora tanti: individuare il migliore assetto difensivo possibile; scegliere in maniera inequivocabile il capitano e leader del centrocampo, il ruvido De Jong o il più creativo Montolivo; fare chiarezza sul ruolo da trequartista e sull’ideale posizione per Bonaventura e Bertolacci; e naturalmente decidere cosa fare di Balotelli, troppo importante per essere lasciato in panchina.
Appare evidente che non siano più ammessi passi falsi per non perdere definitivamente contatto con le zone alte della classifica e per il Milan sarà il momento delle conferme da dare sul piano del gioco. Stavolta però portando a casa i tre punti.