20 settembre 2019
Aggiornato 22:00

Le pagelle: Hamilton inarrivabile, ma anche la Ferrari...

L'unico che si merita la lode è il dominatore del Gran Premio del Belgio. Sebastian Vettel finisce male la gara (non per colpa sua) ma ha il merito di averci provato. Molto peggiore la prestazione dell'altro alfiere Mercedes, Nico Rosberg

SPA – Lewis Hamilton riprende il filo della sua rincorsa al terzo Mondiale che si era perso nell'ultima gara: dopo la pausa estiva è lui a ricominciare con il piede giusto, tenendo in pugno la gara di Spa-Francorchamps dal primo all'ultimo giro. Ecco i voti che noi del DiariodelWeb.it abbiamo affibbiato a lui e agli altri protagonisti.

LEWIS HAMILTON – voto 10 e lode. In molti si chiedevano se la nuova procedura di partenza, tutta sottoposta al controllo diretto dei piloti, avrebbe prodotto dei colpi di scena. Niente di tutto questo: il poleman ci ha concesso un altro saggio di eccellenza. Ha mantenuto il comando al via, è iniziato a scappare e non si è mai voltato indietro. Ha dominato il Gran Premio del Belgio con facilità disarmante. E ora ha la pistola puntata dritta alla tempia di Nico Rosberg.

NICO ROSBERG – voto 5. I migliori tempi nelle prove libere sembravano il preludio ad un weekend positivo: invece sono stati l'unico acuto in un fine settimana per il resto piuttosto appannato. Il tedesco partiva secondo in griglia, una sola piazza dietro al suo compagno-rivale, ma stavolta è stato lui a steccare la partenza, scivolando subito al quinto posto. Di lì in poi, notte fonda. Mentre uno dei piloti Mercedes sta guadagnando fiducia, l'altro comincia a finire anche le giustificazioni.

SEBASTIAN VETTEL – voto 7,5. Si è complicato la vita nelle qualifiche, con un errore all'ultima curva insolito, per lui. In gara, però, ha spremuto il massimo dalla sua rischiosa strategia ad una sosta. E avrebbe portato a casa un clamoroso podio, se al penultimo giro non gli fosse esplosa una gomma proprio sul rettilineo del Kemmel. Su questo episodio non ha colpa, sul lungo nelle prove ufficiali sì. Ma quando la macchina non è all'altezza delle rivali, a volte bisogna azzardare per superarne i limiti. A costo di sbagliare.

ROMAIN GROSJEAN – voto 8,5. Guida giudiziosa e saggezza strategica: quella che lo ha fatto correttamente optare per una gomma più morbida nella seconda parte di gara. Così il francese è riuscito a mettere il fiato sul collo di Daniel Ricciardo fino al suo ritiro ed è risalito fino al terzo posto dopo essere partito nono solo a causa di una penalità. Riportando la Lotus sul podio dopo ben due anni di assenza. Un exploit meritato.

DANIIL KVYAT – voto 9. Forse la miglior gara nella finora breve carriera del giovane pilota russo della Red Bull. Si è ritrovato al decimo posto a 15 giri dalla fine per via di un pit stop ritardato, ma ha infilato tutti i piloti che lo precedevano, uno ad uno, come birilli, fino a conquistarsi la quarta posizione finale. La sua «lattina» non gli offre molte opportunità di ambire ai risultati che contano, ma oggi non si è lasciato sfuggire una delle poche a sua disposizione.

WILLIAMS – voto 3. Viste le qualifiche, la squadra di Grove poteva ambire ancora una volta al podio, e la macchina lo avrebbe consentito. Peccato che il team abbia pasticciato al pit stop, montando una gomma sbagliata sulla macchina di Valtteri Bottas. Un errore comico, ma pesantissimo.

SERGIO PEREZ – voto 7. Ha concluso quinto, perché il passo della sua Force India non era sufficiente a reggere l'assalto dei big. Ma almeno ci ha fatto divertire alla partenza, schizzando dal quarto posto alla lotta per il comando con Hamilton fino alla quinta curva. Gli attributi non gli mancano.

GOMME - voto 0. Non ci interessa se la colpa sia della Pirelli o della Federazione o delle squadre o di chissà chi altro. Esplosioni di pneumatici come quelle subite da Rosberg e Vettel in questo weekend sono scene inquietanti e pericolose e non vogliamo rivederle più. Chi di dovere provveda immediatamente con le necessarie contromisure, stavolta magari prima che qualcuno si faccia male per davvero.