20 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Atletica | Mondiali di Pechino 2015

Farah oro nei 10.000. Nei 100 brilla Gatlin, Bolt si nasconde

Lo statunitense si è qualificato alle semifinali chiudendo davanti a tutti in 9:83. Soltanto quinto crono per il giamaicano (9:96). Domenica alle 15.15 italiane la finale che assegnerà il titolo iridato. Farah trionfa nei 10mila metri, alla tedesca Schwanitz l'oro nel getto del peso. Maratona a un 19enne eritreo, Pertile quarto.

PECHINO - Sono del britannico Mo Farah e della tedesca Christina Schwanitz i due squilli del pomeriggio ai mondiali di atletica leggera la cui prima giornata si è conclusa a Pechino. Il campione olimpico, del mondo, ed europeo sui 10.000 metri, il britannico Mo Farah si è riconfermato anche sulla pista di Pechino vincendo in 27'01:14. Mai nessuno come lui aveva avuto una striscia così lunga di vittorie a livello internazionale. Farah ha preceduto una doppietta keniana: Geoffrey Kipsang Kamworor in 27'01:76 e Paul Kipgentich Tanui in 27'02:83. Nel peso femminile la Schwanitz sfrutta l'assenza della Valerie Adams e si laurea per la prima volta campionessa del mondo dopo l'oro agli Europei di Zurigo nel 2014 e l'argento ai mondiali di Mosca del 2013. E' di 20.37 il suo lancio d'oro a Pechino. Argento alla cinese Gong (20.30), bronzo alla statunitense Carter (19.76).

Bolt si nasconde
Giornata dedicata anche alle batterie dei 100: Justin Gatlin il migliore (9:83), Usain Bolt si nasconde con il quinto tempo (9:96), Asafa Powell promosso, quarto tempo (9:95), impressiona il francese Jimmy Vicaut con il terzo tempo (9:92) dietro lo statunitense Trayvon Brummell (9:91). Eliminato l'azzurro Jacques Riparelli con 10.41 così come tutti gli altri italiani impegnati oggi nelle rispettive discipline.

Maratona a un 19enne eritreo, Pertile quarto
Due azzurri nei primi otto nella gara d'apertura dei Mondiali di atletica a Pechino. Ruggero Pertile è quarto nella maratona, vinta a sorpresa dal 19enne eritreo Ghirmay Gebreslassie (2h12:27), terminando i 42km e 195 metri di percoso a soli 53 secondi dal podio. A prendersi l'argento l'etiope Yemane Tsegay (2h13:07), mentre il bronzo è dell'ugandese Solomon Mutai (2h13:29). Ottavo posto per Daniele Meucci (2h14:53), che completa con un finale orgoglioso la bella giornata della maratona italiana.
Per i due azzurri, un piazzamento di spessore, ottenuto in una corsa che vedeva al via i più forti specialisti del mondo (sesto posto per il campione olimpico e mondiale in carica, l'ugandese Stephen Rotich, ritirate le superstar keniane Kimetto e Kipsang). Prova da protagonista soprattutto per il 41enne Pertile, impegnato fin dalle prime fasi a tenere costante il ritmo (1h06:55 a metà), e a lungo «pacemaker» d'eccezione per il compagno Meucci. Quando poi la corsa è entrata nella fase decisiva, entrambi hanno saputo reagire ai momenti di crisi, risalendo posizioni nel finale, condizionato anche dalla temperatura superiore ai 30 gradi.
Meucci, campione europeo in carica, è rimasto vittima di uno di quei problemi che condizionano talvolta le prestazioni di uno specialista dell'endurance: un bisogno corporale, che lo ha costretto ad uno stop di oltre un minuto intorno al trentesimo km.