23 agosto 2019
Aggiornato 13:00

Le pagelle: Gare capolavoro di Hamilton e Vettel

Nessuno dei due arriva alla perfezione, ma il modo in cui entrambi hanno gestito la strategia nelle fasi cruciali e convulse della pioggia finale è stato il migliore di tutti. E vale loro due nove in pagella, tondi tondi

SILVERSTONE – Il Gran Premio di Gran Bretagna ha finalmente ridato spettacolo in Formula 1, anche se soprattutto per la pioggia finale che ha costretto tutti i team a rivoluzionare la propria strategia. E alcuni a sbagliare clamorosamente, come la Williams fino a quel momento sorprendente. Ci hanno azzeccato Hamilton e Vettel, che si sono presi così due podi decisamente meritati, come spieghiamo nelle pagelle del DiariodelWeb.it.

LEWIS HAMILTON – voto 9. Non si merita il dieci perché continua a pasticciare troppo: per il secondo Gran Premio consecutivo sbaglia la partenza (ma stavolta anche il suo compagno di squadra). E se vuole rivincere il titolo mondiale questi errori non se li può più permettere. Certo è che in questo caso riesce a rimediare al meglio, con una gara capolavoro che merita il successo in casa. Il colpo da maestro è la scelta di tempo del pit stop al giro 43, per montare le gomme intermedie proprio un secondo prima che la pioggia si intensificasse. Perché le gare degli anni 2000 si vincono con la strategia tanto quanto con la guida.

NICO ROSBERG – voto 8. Il suo weekend di gara non è stato poi così inferiore a quella del compagno di squadra, salvo le imperfezioni nel giro veloce di qualifica che gli sono costate la pole position (il suo sorpasso su Felipe Massa per il secondo posto è stato il migliore della domenica). Ma ha mostrato il fianco nel momento decisivo della corsa, quando il meteo è cambiato e bisognava decidere quando sostituire gli pneumatici. In un certo senso, è la rivincita di Monaco, dove fu invece Rosberg ad azzeccare la strategia perfetta quando scese in pista la safety car, e vinse. Quello era il suo GP di casa (il tedesco vive infatti nel Principato), stavolta era Lewis a giocare a domicilio. Uno a uno, palla al centro.

SEBASTIAN VETTEL – voto 9. Il suo terzo posto è un capolavoro non meno della vittoria di Hamilton. Ed è maturato grazie alla stessa scelta di tempo ideale per il pit stop, al giro 43. Solo così è riuscito finalmente a rimontare dallo sprofondo del centro gruppo e a strappare il podio sotto il naso delle due Williams, che gli erano rimaste davanti in qualifica e per tutta la gara. Non per colpa della sua guida, beninteso, ma perché sul circuito di Silverstone erano obiettivamente superiori sotto il fronte tecnico. Un primo campanello d'allarme che gli ingegneri di Maranello dovranno tenere in debita considerazione.

KIMI RAIKKONEN – voto 7. A differenza del suo compagno di squadra, anticipa troppo la scelta di tempo dell'ingresso dei box. E la paga cara, scivolando fino all'ottava posizione. Fino a quel momento, però, comprese le prove libere e le qualifiche, era sempre stato davanti a Vettel. Un risultato positivo gli serviva come il pane, in un momento come questo in cui il suo sedile scotta in prospettiva 2016. Però il Kimi che abbiamo visto in Gran Bretagna è molto più simile al campione che conoscevamo rispetto a quello delle gare precedenti. Un buon segno.

WILLIAMS – voto 7. Le prestazioni della monoposto inglese sul suo circuito di casa sono state semplicemente straordinarie. Chi avrebbe potuto mai pronosticare, alla vigilia, che sarebbero stati in grado di uguagliare il passo gara della Mercedes, almeno nella prima parte della corsa? Eppure non essere riusciti a concretizzare questa superiorità tecnica in almeno un podio, che sarebbe stato pienamente meritato, è stato un errore imperdonabile. L'ordine di scuderia che ha frenato il più veloce Valtteri Bottas a inizio gara dietro a Felipe Massa è costato caro, perché ha condizionato anche le scelte di tempo dei pit stop finali. Poi, la strategia del muretto è stata completamente pasticciata e ha rovinato definitivamente la gara. Peccato per loro, chissà se si ripresenterà una chance del genere.

LOTUS – voto 3. A giustificare questo giudizio così pesante basta il contatto fratricida al primo giro, in cui i due piloti Pastor Maldonado e Romain Grosjean si sbattono fuori a vicenda. Ci auguriamo che il team principal nel segreto del suo box alla domenica pomeriggio abbia tirato loro le orecchie come meritano.