2 giugno 2020
Aggiornato 13:30
Casey sospeso tra due e quattro ruote

Stoner, rientro al veleno: «Potevo tornare a correre, ma Honda...»

Dopo due anni di silenzio, il due volte campione del mondo torna nel paddock della MotoGP per provare la nuova moto stradale del colosso giapponese. E scatena un incidente diplomatico con il suo successore Marc Marquez

ROMA – Due anni di silenzio. Poi, improvvisamente, questa settimana Casey Stoner è tornato sotto i riflettori. L'ex campione del mondo ha fatto la sua ricomparsa nel paddock della MotoGP nel fine settimana di Barcellona, per uno specialissimo giro di prova del nuovo bolide stradale Honda, la RC213V-S. Ma, più che per la dimostrazione promozionale, la sua apparizione ha fatto discutere per le dichiarazioni rese dal campione australiano. Che hanno aperto un piccolo incidente diplomatico con Marc Marquez, ovvero il pilota che dopo di lui ha riportato la Honda sul tetto del mondo. Tutta colpa di qualche maligno che ha messo in circolo la voce secondo cui sarebbe stato il giovane spagnolo, forse temendo l'illustre concorrenza, ad impedire a Stoner di sostituire Dani Pedrosa in occasione del suo infortunio a inizio stagione.

Via i sassolini dalle scarpe
L'ex iridato, infatti, ha potuto provare la Honda 2015, dando giudizi molto diversi da quelli del campione in carica. Per esempio, non crede alla versione di Marquez secondo cui la moto avrebbe un motore troppo aggressivo: «Secondo me non è così – ha smentito Stoner al quotidiano sportivo spagnolo Marca – Lo sviluppo del motore è cresciuto, ma con la mappatura si può cambiare tutto e gli ingegneri possono rendere più graduale l'erogazione. Non penso che il problema di questa moto sia il motore: è modificare il telaio che è molto difficile. Se non si ha aderenza al posteriore, qualsiasi moto sembrerà aggressiva. Comunque, non ho provato le parti con cui Marc sta avendo problemi, sono lui e il team a decidere cosa devo fare. Non provo per me stesso: offro diverse direzioni di sviluppo. Poi, magari quella che scelgono non è la mia preferita, ma Marc e Dani sono diversi da me e ciascuno fa le sue scelte». Stoner, tuttavia, almeno ufficialmente sostiene di non credere al boicottaggio di Marquez: «Non credo che mi abbia bloccato, anzi ne sono sicuro. Se ci fosse stata la minima chance che io fossi competitivo, questo lo avrebbe aiutato. Sono stati altri a impedirmi di correre e non è chiaro cosa sia successo».

Tentazione automobilismo
Che sia per boicottaggi esterni o per sua volontà, comunque, un ritorno di Stoner in MotoGP resta al momento impossibile. Dunque, perché non approfittarne per provare le quattro ruote? Dev'essere questo che il due volte iridato ha pensato accettando di provare la Lamborghini Huracán LP 620-2 Super Trofeo sempre questa settimana sul circuito di Vallelunga. Casey, appassionato del marchio di Sant'Agata Bolognese, dopo aver visitato l'officina la settimana scorsa ha voluto provare il bestione da 620 Cv protagonista del campionato monomarca della casa del Toro. «Non molte persone al mondo credo abbiano opportunità come questa, ho trascorso una fantastica giornata insieme al team di Lamborghini – spiega – Ho scoperto quanto sia speciale ed emozionante guidare una Lamborghini da corsa in pista. È sicuramente un’esperienza che vorrei ripetere in futuro». Qui, di certo nessuno gli impedirebbe di correre.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal