20 novembre 2019
Aggiornato 02:00

Ferrari premiata anche quando perde: 146 milioni nel 2014

Nonostante il quarto posto nella classifica mondiale e l'assenza di vittorie, la rossa è la scuderia che ha percepito più premi dall'organizzazione del campionato nella disastrosa annata scorsa. Ecco come funziona questo sistema

MARANELLO – Il 2014 è stato uno degli anni sportivamente più disastrosi per la Ferrari: senza nemmeno una vittoria, per la prima volta dal lontano 1993. Eppure, non è stata una stagione di Formula 1 completamente da buttare, almeno dal punto di vista economico: Maranello ha infatti incassato ben 146 milioni di euro di premi, più di ogni altra scuderia. La contraddizione tra il quarto posto in classifica costruttori e il primo in quella dei proventi finanziari è facilmente spiegabile: la Formula One Management, la società di Bernie Ecclestone che gestisce i diritti commerciali della massima serie dell'automobilismo, eroga infatti questi premi sulla base di un complesso calcolo, che tiene conto anche degli accordi di inizio 2012 che prevedevano di premiare i top team (Ferrari, Red Bull, Mercedes, McLaren e Williams) e, tra questi, in particolare le squadre più storiche. Capita così che anche la Red Bull, con i suoi 139 milioni, ha incassato di più dei campioni del mondo in carica della Mercedes, che si fermano solo, si fa per dire, a 112. Gli altri nomi storici, McLaren e Williams, seguono a ruota con 93 e 74 milioni rispettivamente.

Formu-leaks
L'elenco di queste cifre era stato, almeno fino ad oggi, uno dei segreti meglio conservati di tutta la Formula 1. E il motivo è facile da comprendere: se i primi della classe portano a casa premi a tre cifre, le piccole squadre si devono accontentare delle briciole: 53,5 milioni di euro per la Force India e 39 milioni per la Sauber. Meno della metà dei vincitori della Mercedes. Il fatto che queste cifre siano trapelate sulla stampa inglese proprio in questi giorni, in cui i vertici dello sport si sono incontrati in un meeting cruciale per stabilire le regole future, non appare dunque casuale: secondo il quotidiano inglese The Times, Ecclestone sarà messo «sotto severa pressione» per modificare la distribuzione degli introiti economici, in un modo più equo per i team minori e allo stesso tempo maggiormente meritocratico. «Come possono i piccoli team organizzare i propri budget o perfino competere quando le cifre sono così diseguali? – analizza un anonimo esperto di strategie di business citato dalla testata britannica – Queste cifre dimostrano perché molti sponsor non si arrischino ad entrare in F1. Questo sport tratta le squadre indipendenti in modo abominevole, con un sistema di pagamento senza speranza, scorretto e divisivo».

Marlboro rinnova
Intanto, tra le innumerevoli fonti di introiti della scuderia Ferrari anche nei prossimi tre anni continuerà a figurare la Marlboro. Il gigante del tabacco Philip Morris ha infatti rinnovato il contratto di sponsorizzazione, nonostante le leggi impediscano oggi di mostrare il logo sulle monoposto (ma la rossa ha sempre aggirato questo divieto con una colorazione della livrea che ricorda subliminalmente il noto pacchetto di sigarette). «Solo perché si rimuove il marchio non significa che la gente non veda il collegamento tra le due aziende – prosegue l'esperto di business – Le sinergie sono silenziose e segrete ma esistono». L'accordo, sicuramente favorito da Maurizio Arrivabene, oggi team principal Ferrari ma ex dirigente Marlboro, è stato approvato oltre un anno fa in consiglio di amministrazione, ma la notizia non era stata resa nota fino ad oggi.