14 ottobre 2019
Aggiornato 00:00

Berlusconi conferma Inzaghi e congela Mr. Bee

La mattinata di rivoluzione si conclude con un nulla di fatto, almeno sul fronte tecnico, con la conferma di Filippo Inzaghi alla guida del Milan. Per quanto riguarda gli sviluppi societari, il meeting decisivo tra Bee Taechaubol e Silvio Berlusconi è slittato in serata.

MILANO - Quelli che avevano già preparato i fuochi d’artificio faranno bene a riporli, almeno fino a nuovo ordine. La giornata che avrebbe dovuto consegnare al mondo un Milan rigenerato, sia dal punto di vista tecnico, con l’esonero di Filippo Inzaghi, sia dal punto di vista societario, con l’annuncio della cessione del pacchetto di maggioranza della società rossonera a Bee Taechaubol, potrebbe concludersi con un nulla di fatto, uno 0-0 che lascia tutto immutato ma che getta ombre sinistre sul futuro dell’ex club più titolato al mondo.

SALTATO L’APPUNTAMENTO PREVISTO ALLE 14.00 - Partiamo dal fronte societario. Nel corso della mattinata si erano diffuse voci di un nuovo incontro, previsto per le ore 14.00, tra Mr. Bee e Silvio Berlusconi, ancora ad Arcore. C’era grande ottimismo sul buon esito dell’operazione tanto che l’albergo dove alloggia il broker thailandese aveva già predisposto l’allestimento per una conferenza stampa in grande stile (ma non è detto che sia definitivamente saltata). Quando gli inviati davanti al lussuoso hotel nel centro di Milano hanno comunicato la «fuga» di Taechaubol da un’uscita secondaria, tutti si sono precipitati a Villa San Martino, dove però Mr. Bee non è mai arrivato. 

BERLUSCONI HA PRESO TEMPO FINO A STASERA - Cosa potrebbe essere successo? Un improvviso ripensamento del numero uno rossonero, magari alla luce di una più concreta e solida offerta fatta pervenire da Richard Lee, l’uomo a capo della cordata cinese rivale fin dal primo momento nella scalata al pacchetto di maggioranza del Milan, oppure più semplicemente un necessario e più approfondito momento di riflessione da parte dell’ex premier?
La verità è che il meeting pomeridiano tra Bee Taechaubol e Silvio Berlusconi è semplicemente slittato in serata, quando Mr. Bee sarà accolto ad Arcore da tutto lo stato maggiore di Fininvest (il fedele braccio destro Fedele Confalonieri, l'a.d. di Fininvest Pasquale Cannatelli, il direttore generale Danilo Pellegrino e il responsabile delle acquisizioni aziendali Alessandro Franzosi) per conoscere il responso sulle decisioni prese dall’attuale presidente onorario del Milan.

ARRIVATI A MILANO GLI UOMINI DELLA DOYEN SPORTS - Le notizie di giornata intanto raccontano del presunto arrivo a Milano dal Portogallo di alcuni uomini della Doyen Sports, il fondo di investimento guidato da Nelio Lucas, proprietario tra l’altro del cartellino di diversi big del calcio mondiale, tra cui Falcao, Kondogbia e Felipe Anderson, e considerato molto vicino a Bee Taechaubol nella corsa all’acquisizione del Milan. L’offerta di Mr. Bee, presentata ieri sera ad Arcore, è ormai nota: circa 500 milioni di euro per il 51% del Milan. Un’offerta sostenuta da China Citic Bank International e da ADS-Securities LLC, società di servizi finanziari di Abu Dhabi.

ANCORA VIVA LA PISTA CINESE - Sull’altro fronte, quello composto da imprenditori cinesi e guidato da Richard Lee, si attendevano per oggi rilanci decisivi e non è escluso che l’imprevisto momento di impasse nello sviluppo della trattativa sia dovuto proprio ad un fattore del genere. Si parla di un’offerta di circa 600 milioni per il 60%. In entrambi i casi il Milan potrebbe essere preso quotato presso la Borsa di Hong Kong. 

FILIPPO INZAGHI RESTA IN PANCHINA - Chi invece, almeno per ora, può restare serenamente al suo posto è l’allenatore rossonero. Malgrado la vergognosa prestazione dei suoi ragazzi mercoledì sera contro il Genoa «Filippo Inzaghi resta alla guida del Milan, salvo cataclismi». Queste le parole diffuse dal canale tematico rossonero Milan Channel che chiudono ogni ulteriore speculazione sull’argomento. Christian Brocchi continuerà ad allenare la squadra Primavera e Inzaghi guiderà la prima squadra in queste prossime cinque partite che chiuderanno una delle stagioni più sconcertanti dell’ultra centenaria storia rossonera. 

Silvio Berlusconi avrebbe potuto scegliere una maniera meno mortificante per uscire di scena dopo quasi un trentennio di trionfi.