24 giugno 2021
Aggiornato 02:00
Promossi e bocciati della MotoGP ad Austin

Le pagelle: Dovi e Vale da 10, ma la lode è di Marquez

I tre duellanti per il titolo mondiale, ciascuno a modo suo, mettono a segno altrettante gare da incorniciare. Ma il voto più alto va di diritto al campione del mondo in carica, autore di uno dei Gran Premi più belli della sua carriera

AUSTIN Marc Marquez torna alla vittoria e ritrova se stesso. Andrea Dovizioso stampa la seconda piazza d'onore consecutiva. Valentino Rossi tiene botta in una delle gare a lui meno favorevoli dell'anno e resta in vetta alla classifica. Il Mondiale sembra essersi trasformato in una corsa a tre: tutti e tre, nel Gran Premio degli Stati Uniti, da dieci, per motivi diversi. Ma la lode, stavolta, se la merita tutta il vincitore.

MARC MARQUEZ – voto 10 e lode. Eravamo stati severi con lui dopo la sconfitta inaugurale in Qatar. Del resto, lo era stato lui stesso: «Sono quei piccoli errori che ti fanno nascere dei punti interrogativi in testa», ha confessato. Punti interrogativi spazzati via in un lampo negli Stati Uniti, uno dei più belli della sua carriera. Sulla pista di Austin non ha mai perso e ci sarà un motivo. Ma quello del 2015 è stato un GP capolavoro: al sabato corre ai box, cambia moto e stampa la pole di quasi sette decimi nonostante un giro rocambolesco, da rodeo; domenica passa Dovizioso al quarto giro e poi scappa via e non lo vede più nessuno. Quel gran genio di Marc Marquez.

ANDREA DOVIZIOSO – voto 10. Una partenza a razzo gli consente di scavalcare Lorenzo e il poleman Marquez e di presentarsi davanti a tutti alla prima curva. Poi non riesce a resistere alla rimonta dell'irrefrenabile spagnolo, ma la sua Ducati è in gran forma, come dimostra il monopolio della rossa nei primi tre giri più veloci della gara. Manca ancora l'appuntamento con quella tanto attesa prima vittoria, ma intanto è secondo in classifica iridata a un solo punto da Valentino. Il tempo è dalla sua parte.

VALENTINO ROSSI – voto 10. Sulla carta, visto il terzo posto, dovrebbe essere il più deluso dei tre piloti in lotta per il campionato. Ma, a ben guardare, ad Austin ha messo a segno la sua ennesima magia. Quella texana era una delle piste più ostiche dell'anno per la sua Yamaha, che non riusciva a reggere per più di sette giri consecutivi con la sua gomma anteriore Bridgestone. Lui, però, è riuscito a tenere il passo dei migliori. E pazienza se è stato Dovizioso, stavolta, a rintuzzare il suo potenziale assalto all'ultimo giro. Il Dottore è ancora in testa al Mondiale e uno degli scogli più temuti è ormai alle sue spalle.

JORGE LORENZO – voto 9. La sua gara non è stata esaltante. Ma lui, oltre alle già citate difficoltà della Yamaha su questo circuito, ha dovuto fare i conti anche con la bronchite e gli antibiotici. Che non gli hanno impedito, tuttavia, di scavalcare un ottimo Andrea Iannone, a quattro giri dalla fine, con una di quelle manovre «por fuera» diventate il suo marchio di fabbrica. Sta tornando quello dei tempi migliori, o almeno si spera.

DANILO PETRUCCI – voto 9. Il quarto degli italiani corona un weekend perfetto, in cui per la prima volta in carriera ha centrato l'accesso diretto alla seconda fase delle qualifiche, con uno straordinario decimo posto finale. Man mano che la Desmosedici ufficiale cresce, anche quella clienti del team Pramac si avvicina alle prime posizioni, e il ternano con lei. Tenetelo d'occhio.

APRILIA – voto 7. Con il quindicesimo posto di Alvaro Bautista, la casa di Noale conquista il primo punto dal suo tormentato rientro in MotoGP. Primi segni di miglioramento in un'annata che del resto, per stessa dichiarazione dei boss, era nata sotto il segno dell'apprendistato. Il risultato dello spagnolo dà la misura della vera competitività della moto, ma il voto non può essere più rotondo se guardiamo a Marco Melandri, prima attardato e poi ritirato per un problema al cambio. Vedere un campione come lui ridotto così fa tristezza.

SCOTT REDDING – voto 5. Prima ottiene la sua migliore qualifica in carriera, con un sesto posto, poi in gara si schianta già al primo giro, nel tentativo di superare Pol Espargaro. Come vanificare il Gran Premio della vita per eccesso di entusiasmo. Peccato.