31 maggio 2020
Aggiornato 04:30
Calcio | Milan

Galliani è pronto: sarà rifondazione milanista

L’amministratore delegato ha tenuto a rapporto i vertici dello staff tecnico con l’obiettivo di salvare la stagione, ma il futuro è già segnato: Pippo Inzaghi non sarà più l’allenatore del Milan. Azioni in rialzo per Klopp, Brocchi eventuale traghettatore fino a giugno, ma esiste un’ipotesi Donadoni.

MILANO - A sentir parlare di «rifondazione» milanista, a Silvio Berlusconi sarà quanto meno venuta una crisi di orticaria, ma tant’è, al momento attuale non c’è nulla che possa salvare il barcone rossonero da un altro devastante e doloroso naufragio e un taglio netto con il passato appare ormai l’unica soluzione possibile.
Il problema in casa Milan, come sottolineato argutamente dal vice allenatore di una vita Mauro Tassotti, è «che non si può ripartire sempre da zero». E invece è diventato proprio questo il passatempo preferito in via Aldo Rossi, fare e disfare con la velocità di un battito di ciglia, incuranti delle conseguenze economiche e strutturali di una società che - una volta - era presa ad esempio in tutto il mondo. 

FALLIMENTARE LA RIVOLUZIONE DI AGOSTO - Sembrava proprio che il rinnovamento generale voluto dalla dirigenza milanista all’inizio della stagione in corso fosse la panacea per guarire tutti i mali rossoneri e ripartire di slancio verso nuovi e più ambiti traguardi. Peccato che tutte le scelte fatte all’epoca si siano rivelate fallimentari, prima tra tutte quella di promuovere Pippo Inzaghi come nuovo - e inesperto - allenatore del Milan. Il conseguente mercato bulimico messo in piedi da Galliani è stato solo una diretta conseguenza di una totale assenza di programmazione e della necessità di gettare fumo negli occhi ad una tifoseria ormai sconfortata. Ed ora il Milan si ritrova in rosa 31 elementi, dei quali davvero pochi veramente affidabili. 

KLOPP, IL SOGNO ROSSONERO - Ieri l’amministratore delegato si è trovato costretto ad indire una riunione con tutto lo staff tecnico a Milanello (l'allenatore Filippo Inzaghi, il suo vice Mauro Tassotti e i responsabili dei vari settori, il preparatore atletico Daniele Tognaccini, l'osteopata Marco Cesarini, da poco entrato nello staff, e il responsabile sanitario, Rodolfo Tavana) per cercare di salvare il salvabile fino alla fine della stagione, ma il destino del tecnico rossonero e dei suoi collaboratori appare segnato.
Nel quotidiano borsino del nuovo allenatore del Milan, durante le ultime ore, complice il ritrovato feeling tra Montella e la Fiorentina, ha ripreso corpo la fascinazione Klopp, non più così sicuro di continuare la propria avventura al Borussia Dortmund dove si è reso protagonista di un vero e proprio miracolo. Inutile però farsi soverchie illusioni, il tecnico tedesco costerebbe tanto, troppo al Milan, ormai imprigionato in una crisi finanziaria da cui non sembra riuscire a venir fuori.

BROCCHI O DONADONI SOLUZIONI LOW COST - E allora, con la candidatura di Mauro Tassotti ormai in calo, ha iniziato a farsi largo anche l’ipotesi Christian Brocchi in caso di precipitare degli eventi e necessario licenziamento di Inzaghi prima della fine della stagione.
A meno che Silvio Berlusconi non dovesse fare marcia indietro sulle sue convinzioni e accettasse l’idea di vedere Roberto Donadoni sulla panchina del Milan. Il tecnico del Parma, mai troppo ben visto dal numero uno rossonero ma sempre più in crisi con la sua società, farebbe carte false per liberarsi dal vincolo con i ducali e ricostruirsi una vita professionale alla guida della squadra che l’ha reso famoso.
Al momento, questa appare solo la soluzione di emergenza per il Milan, ma in tempi di magra, si sa, le opzioni di scorta sono spesso quelle vincenti.

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