27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Calcio - Serie A

Milan, e ora scoppia il caso Cerci

Dato per titolare contro il Cesena, l’ex attaccante dell’Atletico Madrid finisce in panchina. Inzaghi lo butta nella mischia solo a 4 minuti dalla fine ma poi lo elogia: «Ha conquistato la punizione del 2-0». Intanto Federica Riccardi, la fidanzata di Cerci, si lamenta a Quelli che il calcio.

MILANO - C’eravamo tanto amati, direbbe oggi Alessio Cerci. Anzi, forse nemmeno amati, più che altro inseguiti. Si perché la storia d’amore tra l’attaccante nativo di Velletri e il Milan iniziava già la scorsa estate quando Filippo Inzaghi, fresco di panchina rossonera, comunicava ufficialmente alla dirigenza di avere bisogno dell’ex granata per il 4-3-3 che aveva in mente. Come sia poi andata a finire lo sappiamo benissimo: corteggiamento estenuante di Galliani al presidente del Torino Cairo, ammiccamenti, abboccamenti, promesse, poi, al momento di tirare fuori i soldi richiesti, arrivava il no del presidente Berlusconi (ça va sans dire) e Alessio Cerci finiva a giocare in Spagna, all’Atletico Madrid di Simeone.

AFFARE SFUMATO GIÀ IN ESTATE - Intanto il Milan virava su Fernando Torres, naturalmente a parametro 0, e così si concludeva il mercato estivo, lasciando naturalmente tutti scontenti: Cerci che voleva il rossonero a tutti i costi, Inzaghi che cercava un esterno mancino, Torres che voleva tornare a Madrid e naturalmente i tifosi del diavolo, ormai rassegnati a un’altra stagione di sofferenza.
Ma non era certo finita qui, perché nel mercato di gennaio, grazie al talento diplomatico di Adriano Galliani, la situazione finiva per ricomporsi secondo i desiderata di tutti i protagonisti: Cerci al Milan (gratis), Torres all’Atletico Madrid (gratis) e Filippo Inzaghi finalmente con l’esterno che aveva tanto desiderato.

MILAN, AFFOLLAMENTO IN ATTACCO - Una volta arrivato al Milan però, l’attaccante esterno scopriva un preoccupante assembramento nel reparto offensivo rossonero e la conseguente difficile collocazione in una squadra che ormai aveva abbondantemente smarrito la propria identità. Dall’estate ricca di aspettative infatti, Filippo Inzaghi, ostaggio dei propri insuccessi e delle proprie paure, aveva modificato l’assetto tattico del Milan almeno una mezza dozzina di volte, di fatto eliminando dallo scacchiere rossonero la figura dell’attaccante esterno mancino da schierare sulla fascia destra.
Malgrado tutto, contro il Cesena sembrava arrivato finalmente il momento di Cerci, dato per titolare fino all’immediata vigilia del match. Poi invece in campo è andato Menez e il povero Alessio, ammusato e immalinconito si è accomodato un’altra volta in panca per fare il suo ingresso sul terreno di gioco solo a 4 minuti dalla fine. 

LA FIDANZATA DI CERCI: «PERCHÈ FARLO ENTRARE ALLA FINE?» - E indovinate un po’ chi è tornata a farsi sentire? Ma si, proprio lei, Federica  Riccardi, la fidanzata del prode Alessio, quella che dopo il trasferimento all’Atletico Madrid salutò l’Italia con un provocatorio: «Andiamo nel calcio che conta», salvo tornare indietro con le pive nel sacco dopo appena pochi mesi. Ebbene, stavolta la bella Federica, ospite della trasmissione televisiva Quelli che il calcio, si è lasciata andare al solito commento pungente: «Alessio si sente in forma, lo ha detto anche Inzaghi. Direi che non ha senso farlo entrare a dieci secondi dalla fine».
E il nostro Cerci cosa dirà oggi? Lui ha accettato il Milan per rilanciarsi non per continuare a fare panchina, altrimenti sarebbe rimasto in Spagna dove almeno poteva ascoltare l’inno della Champions. Inzaghi ha provato a coccolarlo («Merito suo la punizione da cui è nato il rigore del 2-0»), ma la situazione di Cerci in rossonero sembra tutt’altro che risolta, anzi, pare proprio una bomba pronta ad esplodere da un momento all’altro.