18 novembre 2019
Aggiornato 02:30

Galliani, missione compiuta

Mentre divampano le polemiche tra Juventus e Milan per questioni di «geometria televisiva», all’amministratore delegato rossonero riunisce il colpaccio di compattare la tifoseria contro gli odiati rivali e spostare l’attenzione dal vero problema milanista: una rosa costruita male e gestita peggio.

MILANO - Se queste erano prove tecniche di guerra fredda, diciamo che siamo sulla strada buona per arrivare ad uno scontro frontale tra Juventus e Milan prima di quanto ci si possa attendere. Le avvisaglie c’erano già state in occasione delle elezioni del nuovo presidente federale, con Agnelli schierato da una parte (con Albertini, ma soprattutto contro Tavecchio e chi lo appoggiava) e Galliani dall’altra. Come è andata a finire lo sappiamo tutti, ha vinto la cordata guidata dall’ad rossonero, Lotito e Preziosi, lasciando al palo Juventus e Roma che erano all’opposizione. 

MILAN: LINEE NON PARALLELE IN IMMAGINE GOL TEVEZ - Stavolta però in discussione non ci sono poltrone federali, per quanto prestigiose. Si torna a parlare di calcio giocato e le polemiche assumono contorni molto più marcati, se non altro perché coinvolgono quasi una ventina di milioni di tifosi, tra bianconeri e rossoneri.
Tutto è cominciato con il tweet scatenante del Milan: «Secondo voi nel fermo immagine tv prodotto dalla Juventus, le due linee sono parallele? Per noi no». E lì vai a discutere di rette parallele, di immagini gestite dalla Juventus, di registi più o meno compiacenti. Fino alla risposta piccata del club bianconero.

JUVENTUS: FARSESCA POLEMICA DI GALLIANI - «Galliani getta in pasto ai media una polemica speciosa e farsesca perché tenta goffamente di mascherare agli occhi dei tifosi milanisti il chiarissimo risultato sul campo della partita di ieri. Tre a uno». Questo il succo di un comunicato duro, caustico, velenoso, con un destinatario ben preciso: Adriano Galliani, ancor prima che l’Ac Milan. «Il Sig. Geom. Adriano Galliani, Vice Presidente Vicario e Amministratore Delegato dell'AC Milan SpA e Vice Presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie A è tornato nelle ultime ore alle sue antiche passioni: la televisione e la geometria - si legge sul sito della Juventus -. Galliani pare però ignorare leggi dello stato, regolamenti approvati all'unanimità dall'Assemblea della LNPA». 

MILAN: JUVENTUS, SOLITA ARROGANZA - Finita qui? Nemmeno per sogno, perché dal Milan è arrivata una controreplica capace di gettare ulteriore benzina su un fuoco tutt’altro che spento: «L’arroganza è cosa della Juventus, che ad essa non sa sfuggire. Superflua una replica a chi è fatto così». Salvo poi concludere con un più accomodante: «Bene invece che anch'essa condivida l'opportunità di rimettere a un dibattito e a una riforma il tema emerso in occasione delle elaborazioni grafiche dell'episodio di Juventus-Milan di ieri sera».

PER GALLIANI, DOPPIO OBIETTIVO RAGGIUNTO - Alla Fine, da questa «domenica bestiale» vissuta pericolosamente da Juventus e Milan, sono due le certezze che emergono senza alcuna possibilità di discussione: la prima è che il gol di Tevez era regolare e che le polemiche scatenate da Galliani e dal Milan si sono rivelate assolutamente pretestuose e fuorvianti; la seconda è che l’ad rossonero è riuscito nel doppio intento di ricompattare la nutrita schiera di tifosi del diavolo contro l’odiato nemico bianconero e soprattutto a spostare l’attenzione da quello che è il vero drammatico, annoso problema in casa Milan, una qualità della rosa a dir poco deprimente.
Ma d’altronde, è decisamente più comodo presentarsi davanti ai propri tifosi sventolando la bandiera del Satana juventino, anziché provare a spiegare alla gente con quali serene prospettive di crescita si può continuare a schierare un centrocampo composto da Muntari, Essien e Poli, al cospetto di un quartetto formato da Pirlo, Pogba, Vidal e Marchisio.