30 novembre 2022
Aggiornato 02:00
Storia del raffreddore

Dal raffreddore comune alla MERS: la colpa è dei cammelli

Svelata l’origine del comune raffreddore o della sindrome respiratoria mediorientale: il virus proverrebbe dai cammelli

I cammelli alla base del raffreddore causato da coronaviurs?
I cammelli alla base del raffreddore causato da coronaviurs? Foto: Shutterstock

BONN - Ogni anno, specie nei mesi più freddi, migliaia di persone in tutto il mondo si ammalano di malattie da raffreddamento. La più comune è senz’altro il raffreddore. Tuttavia, scienziati di tutto il mondo hanno sempre fatto centinaia di ipotesi sull’origine del virus, senza mai arrivare ad alcunché. Ora pare che la risposta sia arrivata: tutto ebbe inizio dai cammelli.

Non solo raffreddore
Secondo quanto è emerso da una recente ricerca, i cammelli sarebbero i veri portatori di alcun tipi di virus, come il coronavirus, causa comune di raffreddore. Da tempo, tuttavia, già si ipotizzava che la MERS – la sindrome respiratoria Medio Orientale – che ha provocato diverse morti negli ultimi anni, fosse provocata dai pipistrelli, alla stregua dell’Ebola. Questi, avrebbero poi infettato i cammelli che, a loro volta, avrebbero trasmesso l’infezione negli esseri umani. Una ricerca sul comune raffreddore ha tuttavia svelato che in realtà sia il comune raffreddore che il virus portatore di MERS – sempre appartenente alla famiglia dei coronavirus – proverrebbero dai cammelli.

  • Leggi anche: Mers-Cov, il virus ora spaventa anche l’Europa
    L’Oms avverte tutti i Paesi mondiali: il focolaio in Corea è da tenere d’occhio e non abbassare la guardia. L’Italia si tiene in allerta. Confermato il primo caso in Thailandia.

Il primo raffreddore della storia: causato da cammelli
Dai risultati della ricerca pare che il primo essere umano che ha contratto il raffreddore, lo avrebbe preso da un cammello. A suggerirlo sono stati alcuni scienziati dell’Istituto di Virologia presso l’Ospedale Universitario di Bonn (Germania) che aveva esaminato il virus MERS (acronimo inglese di Middle East Respiratory Syndrome) quando questo era ancora all’inizio.

  • Sapevi che…?
    Il primo caso di MERS fu registrato nel 2012, provocando un enorme numero di vittime. Da tempo, quindi, si pensava che il veicolo principale fosse il cammello.

I cammelli portano anche il raffreddore comune?
Durante lo studio sul coronavirus che causa la MERS, i ricercatori si sono accorti di un fatto alquanto strano: i cammelli portavano anche il raffreddore comune. «Nelle nostre indagini riguardanti la MERS, abbiamo analizzato circa 1.000 cammelli allo scopo di reperire coronavirus e siamo rimasti sorpresi di scoprire che vi erano agenti patogeni da noi identificati con la sigla HCoV-229E: la normale infezione da raffreddore umana, reperibile in circa il 6% dei casi».

  • Approfondimento: in quali Paesi è diffusa la MERS
    Per ora la MERS è stata trovata solo in Paesi mediorientali, in particolare nella penisola Araba. Ma anche in Kuwait, Giordania, Oman, Yemen, Libano e Qatar. Numeri ridotti in Tunisia, Algeria, Malesia, Egitto, Filippine e Stati Uniti. Nell’Unione Europea casi sporadici in Germania, Regno Unito, Grecia, Francia e Olanda. Attualmente in Italia sembra essere stato registrato un solo caso.

Alta potenza infettiva
Gli scienziati hanno prelevato dai cammelli un campione del coronavirus che causa il raffreddore e hanno notato che vi è una potenzialità elevatissima di infettare l’organismo umano. A causa di ciò, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia fortemente agli abitanti dei Paesi mediorientali di evitare la brutta abitudine di bere urine di cammello – liquido che potrebbe essere la principale fonte di infezione.

  • Approfondimento: il rischio di morte per MERS
    Il rischio di mortalità è piuttosto elevata. Su 689 persone infettate in Arabia Saudita, ne sono morte 283.

Una buona notizia
In tutto questo vi è una buona notizia. Benché nel cammello sia stato trovato uno dei quattro principali coronavirus, padre del raffreddore comune. Il team di ricerca ha anche scoperto che l’organismo umano è in grado di difendersi contro questo genere di virus, così come il raffreddore comune. Il che suggerisce come un sistema immunitario che funziona bene dovrebbe avere tutte le armi per combattere anche la MERS. Tuttavia, è bene dire che con gli anni il virus HCoV-229E si è stato modificato in maniera significativa e, probabilmente, tutto ciò è accaduto anche al MERS. «Il virus MERS è uno strano agente patogeno: piccole epidemie limitate a livello regionale, per esempio negli ospedali, continuano a verificarsi. Fortunatamente il virus non si è adattato abbastanza bene agli esseri umani, di conseguenza non è stato in grado di diffondersi a livello globale fino a ora», ha dichiarato Drosten.

  • Sapevi che…?
    Le patologie da raffreddamento causate da Coronavirus, sono praticamente indistinguibili da quelle provocate dal rinovirus. Tuttavia i Coronavirus possono portare anche la temibile SARS e le polmoniti virali.

E una brutta notizia
D’altro canto, va da sé che come si è evoluto il virus del raffreddore, originando dai cammelli, anche la MERS potrebbe arrivare allo stesso punto, diffondendosi in maniera estesa e pericolosa. «Il nostro studio ci fornisce un segnale di avvertimento sul rischio di una pandemia da MERS - perché MERS potrebbe forse fare ciò che HCoV-229E ha fatto in passato», conclude Drosten.

  • Leggi anche: Dopo ebola è rischio contagio MERS
    La nuova variante, che è apparsa per la prima volta nel giugno 2012 in Arabia Saudita, si è diffusa in vari Paesi del Medio Oriente e causa una severa forma di polmonite. Da allora sono stati notificati ben 1153 casi di infezione da MERS-CoV, di cui almeno 435 mortali.

Forse ci salverà un vaccino
Per evitare che MERS arrivi al punto del raffreddore comune, causando mortalità in tutto il mondo, vi sono scienziati che stanno studiando lo sviluppo di un nuovo vaccino. Disponibile, probabilmente, entro il prossimo anno. Forse solo questo potrà finalmente bloccare la diffusione del virus.

[1] Victor M. Corman, Isabella Eckerle, Ziad A. Memish, Anne M. Liljander, Ronald Dijkman, Hulda Jonsdottir, Kisi J. Z. Juma Ngeiywa, Esther Kamau, Mario Younan, Malakita Al Masri, Abdullah Assiri, Ilona Gluecks, Bakri E. Musa, Benjamin Meyer, Marcel A. Müller, Mosaad Hilali, Set Bornstein, Ulrich Wernery, Volker Thiel, Joerg Jores, Jan Felix Drexler, Christian Drosten. Link of a ubiquitous human coronavirus to dromedary camels. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2016; 201604472 DOI: 10.1073/pnas.1604472113