15 dicembre 2018
Aggiornato 10:30

Cos’è e cosa fa il virus che ha ucciso 7 bambini nel New Jersey

Sono saliti a 7 i bambini morti nel Centro Wanaque per la riabilitazione a causa dell'adenovirus 7. Ma di cosa di tratta? E perché è così pericoloso? I sintomi e le cure
Bambino in ospedale
Bambino in ospedale (Pammy Studio | shuttersrock.com)

Sono saliti da 6 a 7 i bambini morti a causa di un’infezione che si è diffusa presso il Centro di riabilitazione Wanaque nel New Jersey (Usa). Il motivo, è un’infezione causata dall’adenovirus 7, che appartiene alla stessa famiglia di virus che provocano il raffreddore. In totale, i bambini infettati sono un ventina. E si spera che gli altri riescano a salvarsi. Attualmente, presso il Wanaque Center for Nursing and Rehabilitation in Halskell sono ricoverati 92 bambini e 135 adulti. Uno dei problemi è che il vaccino, approvato anche dall’FDA statunitense, non è disponibile per i civili e la popolazione generale, ma soltanto per i militari.

Il virus che uccide
Ad aver contagiato e poi ucciso i sette bambini è l’Adenovirus di tipo 7, che è comunemente associato a una malattia respiratoria acuta. Tuttavia, è anche associato a malattie neurologiche che attaccano cervello e midollo spinale, oltre a bronchiti, polmoniti e congiuntiviti. Chi ha un sistema immunitario indebolito rischia molto. Come per molti altri virus, come per esempio l’influenza, l’infezione si trasmette attraverso il contatto, la tosse o gli starnuti. Secondo il CDC americano, il virus è molto resistente, anche ai disinfettanti. E rimane vivo sulle superfici per molto tempo.

Ci sarebbe un vaccino, ma…
Un modo per evitare che i più fragili muoiano o riportino gravi conseguenze dall’infezione un modo ci sarebbe: è il vaccino. Solo che questo, a quanto pare, è disponibile soltanto per i militari statunitensi e non è disponibile al pubblico in generale. Sempre secondo il CDC Usa, il vaccino dopo essere stato approvato dalla Food and Drug Administration nel 2011 è destinato «per l’uso solo nel personale militare statunitense che potrebbe essere a più alto rischio di infezione», ma non è raccomandato nei bambini sotto i 17 anni d’età.

Un’epidemia in corso
A confermare in un comunicato il decesso di sette bambini e il contagio di altri 11 è il Commissario per la Salute del New Jersey, Shereef Elnahal. «Questa è un’indagine su un’epidemia in corso – ha dichiarato Elnahal nel comunicato – Sfortunatamente, il particolare ceppo di adenovirus 7 in questo focolaio colpisce bambini con problemi di salute e con sistemi immunitari gravemente compromessi. Il ceppo è stato particolarmente associato alla malattia negli schemi di vita in comune e può essere più grave». Secondo il Bergen County Record, la struttura è progettata per la cura di bambini gravemente disabili, alcuni dei quali in coma. Molti di questi non cammineranno o parleranno, e potrebbero restare presso il Centro fino a quando non avranno compiuto la maggiore età (21 anni) e saranno trasferiti in un’altra struttura.

Chi è il virus che uccide?
Gli adenovirus sono in realtà virus comuni che causano infezioni respiratorie come raffreddori, mal di gola, mal di testa tosse e anche diarrea. Di solito popolano il rivestimento delle vie aeree, intestino, occhi o il tratto urinario. Di adenovirus e sottotipi ce ne sono oltre 60 diversi, tuttavia l’adenovirus 7 è uno tra i più virulenti e pericolosi. Tra le complicanze che comporta vi sono seri danni alle vie respiratorie e alla loro funzionalità, incluse malattie come la polmonite. Ma un infettivologo di New York City ha dichiarato che gravi fatti come l’epidemia del New Jersey sono rare, per cui la maggior parte dei genitori non dovrebbe allarmarsi. Anche perché in genere l’infezione da adenovirus nei bambini è in genere a decorso migliore, e i sintomi persistono per cinque-sette giorni. Ad avere la peggio sono le persone, e dunque i bambini, con un sistema immunitario indebolito o compromesso. I più soggetti sono anche i bambini e gli adulti che soffrono di asma, malattie cardiovascolari e BPCO.

Come si diffonde
L’adenovirus in genere e anche il tipo 7 in genere si diffonde come un qualunque virus del raffreddore o dell’influenza, prediligendo i luoghi affollati – come anche le camere di ospedale in cui ci sono più letti e pazienti. Altro fattore che favorisce la sua diffusione, spiegano gli esperti, è la scarsa igiene. Per esempio, il dottor Elnahal ha dichiarato nella nota che il team di ispettori «ha rilevato carenze di lavaggio delle mani tra i minori al Centro Wanaque e il Dipartimento della Sanità sta continuando a lavorare a stretto contatto con la struttura sui problemi di controllo delle infezioni». Come per tutti questi generi di virus, anche l’adenovirus può essere rapidamente diffuso solo tossendo o starnutendo. Se poi ci si mette una mano vicino alla bocca, al naso o agli occhi, dopo essere entrati in contatto con una superficie che è stata contaminata, è facile infettarsi.

Come si cura
I sanitari ricordano che come per il raffreddore, anche per l’adenovirus a oggi non esiste cura. Nel caso si venga infettati valgono le regole per l’influenza: assumere farmaci contro i sintomi più seri, essere sempre idratati (specie in caso di febbre), stare a riposo e attendere che tutto passi. Bisogna solo stare attenti alle possibili complicanze, specie le persone più a rischio come i bambini, gli anziani e le donne in gravidanza. Se per caso, dopo l’infezione, compaiono sintomi seri come difficoltà respiratorie, febbre che non cala e persiste, vomito, diarrea, cambiamenti a livello mentale, allora è bene rivolgersi immediatamente al proprio medico o recarsi al Pronto soccorso.