28 febbraio 2020
Aggiornato 04:00
Sempre più emergenza per il coronavirus

Mers-Cov, il virus ora spaventa anche l’Europa

L’Oms avverte tutti i Paesi mondiali: il focolaio in Corea è da tenere d’occhio e non abbassare la guardia. L’Italia si tiene in allerta. Confermato il primo caso in Tailandia

ROMA – Ora anche in Italia si comincia a tenere d’occhio con più attenzione la situazione d’emergenza Mers-Cov, che ha colpito duramente la Corea del Sud. Le Autorità sanitarie rassicurano, ma il rischio di pandemia è reale. Il Minstro della Salute Tailandese, intanto, ha confermato ieri il primo caso di contagio.

La situazione in Italia
L’Italia dovrebbe essere pronta a fronteggiare l’eventuale emergenza sanitaria. «Siamo pronti – afferma Massimo Andreoni, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive – a mettere in atto tutti i sistemi di controllo e osservazione per fronteggiare casi di Mers in Italia, l’importante è non smantellare la rete presente».

Dal Medio Oriente al resto del mondo
Originario dell’Arabia Saudita, il coronavirus è strettamente legato ai pipistrelli. Ma è di fatto diventato un pericolo per l’essere umano, e si è ormai diffuso anche in altri Paesi. Lo dimostra il focolaio scoppiato in Corea del Sud che ha già infettato 160 persone e uccise 20. Sono poi oltre 5.500 le persone in quarantena e centinaia le scuole chiuse. Per questo motivo, l’Oms ha messo in guardia anche il resto del mondo.

Paura in Europa
La paura si sta diffondendo anche in Europa, dopo che un 65enne della Germania è deceduto in seguito all’aver contratto il virus negli Emirati Arabi. Questa è la prima vittima del 2015in Europa. Il dott. Andreoni dà ragione all’Oms: «Ha comunque ragione l’Oms a dire di mantenere un sistema vigile in tutti gli Stati: ogni anno si stima che ci siano nel mondo un miliardo di viaggiatori, ed è inevitabile che portino con sé anche i virus».
Una cura sicura per il momento non esiste. Si stanno sperimentando diverse soluzioni a base plasma di persone guarite, ma sono ancora in fase di studio. L’unica è sperare che il virus non si diffonda e di non esserne contagiati.