24 ottobre 2019
Aggiornato 01:00

Di Maio vuole bloccare i fondi all'Europa. E il commissario minaccia multe

Duro braccio di ferro tra Roma e Bruxelles: dall'accoglienza ai migranti il terreno di scontro passa sul bilancio dell'Unione. Oettinger: «C'è l'obbligo di pagare»

Luigi Di Maio durante una conferenza stampa a Il Cairo
Luigi Di Maio durante una conferenza stampa a Il Cairo ANSA

ROMA – All'attacco di Di Maio rispondono le minacce di Oettinger: «Tutti gli stati dell'Ue si sono assunti l'obbligo di pagare i contributi nei tempi stabiliti. Tutto il resto sarebbe una violazione dei trattati che comporterebbe penalità». Così ha tuonato il commissario europeo al Bilancio, Guenther Oettinger, ai microfoni della testata tedesca Die Welt, in seguito alle pressioni arrivate da Roma sullo sfondo del braccio di ferro sull'accoglienza dei migranti soccorsi in mare: «L'Italia ha conquistato il nostro appoggio nell'affrontare la crisi migratoria e le sue conseguenze, posso solo mettere in guardia Roma dal mischiare la questione migratoria con il bilancio Ue».

Scontro sui contributi
Il vicepremier italiano aveva decisamente inasprito i toni, arrivando a ventilare il blocco all'approvazione del bilancio dell'Unione. In altre parole, se l'Europa continua a «voltarci le spalle» sull'immigrazione, ha avvertito la scorsa settimana il leader del Movimento 5 stelle, Roma metterà il veto. Una posizione che, secondo Oettinger, «non è nell'interesse di alcuno stato membro per molte ragioni». I negoziati sul futuro Quadro finanziario pluriennale dell'Ue, ovvero il bilancio per il periodo 2021-2027, devono iniziare le prossime settimane, dopo che la Commissione ha presentato a fine maggio le sue proposte.

Di Maio va avanti
Di fronte a questa dura presa di posizione di Bruxelles, però, Di Maio non ha fatto marcia indietro: «La nostra posizione sul veto al bilancio Ue resta – ha detto il ministro dello Sviluppo economico, a margine di una missione in Egitto – Il commissario Oettinger continua a esternare ogni giorno, da quando gli abbiamo detto che non gli diamo i soldi. Non li abbiamo sentiti quando gli abbiamo chiesto una mano sull’immigrazione. Questo conferma che l’unica cosa che capisce l’Unione europea è quando cominci a togliergli i soldi. Se poi nei prossimi giorni vorranno di nuovo riscoprire lo spirito di solidarietà con cui è stata fondata l’Ue allora forse ne parliamo. Per ora posso dire che le dichiarazioni di questi giorni sono ancora più ipocrite, perché non le avevamo sentite tutti i giorni della crisi Diciotti».