4 dicembre 2022
Aggiornato 02:30
Azione

Carlo Calenda: «Letta ormai ha scelto i 5 Stelle, non ho più sentito nessuno»

Così il leader di Azione in un'intervista al Corriere della Sera fotografa lo stato delle relazioni tra il Terzo polo e il PD: «I dem non avendo più nessuna idea scelgono sulla base della consistenza elettorale»

Il leader di Azione, Carlo Calenda
Il leader di Azione, Carlo Calenda Foto: Agenzia Fotogramma

«Letta ormai ha scelto i 5 Stelle. Non ho più sentito nessuno neanche per le Regionali», così Carlo Calenda in un'intervista al Corriere della Sera fotografa lo stato delle relazioni tra il Terzo polo e il Pd. Quindi - punto dolente - niente vicepresidenze di Camera e Senato per il Terzo polo? «Se da qui a mercoledì non ci sono novità non parteciperemo al voto perché una delle opposizioni è esclusa dall'accordo Pd-M5S, il che fa capire che sotto traccia un'intesa tra di loro su tutto c'è già. I dem non avendo più nessuna idea scelgono sulla base della consistenza elettorale. Dicono: i 5 Stelle hanno più voti andiamo con loro. Fossero i nazisti dell'Illinois farebbero lo stesso», assicura Calenda.

E - dice - «Letta non mi risponde. Non ho più sentito né lui né nessuno del Pd quindi anche sulle Regionali non abbiamo nessuna intesa. In Lombardia le strutture locali stanno lavorando per vedere se c'è lo spazio per un accordo, ma nel Lazio non abbiamo notizie. Il Pd sta chiaramente puntando a rinsaldare i rapporti con il M5S e a escluderci». E «a livello nazionale non c'è nessuna interlocuzione. A livello nazionale infatti il Pd ha già scelto e ha scelto il M5S come testimonia l'accordo che hanno fatto per escluderci dalle vicepresidenze di Camera e Senato».

Ma dopo il congresso dem non sarà possibile riallacciare i rapporti con il Pd? «No. Credo che il Pd chiederà l'unità delle opposizioni, come fa sempre, dirà 'buttiamoci tutti insieme contro la destra'». Ma - spiega Calenda - «non è questo il nostro progetto: noi pensiamo invece che vada offerta un'alternativa di governo. E siccome il Pd ha terminato il suo percorso di partito riformista il nostro obiettivo è costruire un grande partito riformista italiano, altrimenti si continuerà sempre con lo schema 'fascisti contro comunisti'».

E il Terzo Polo che opposizione farà? Potrebbe anche votare dei provvedimenti del governo Meloni? «Se sono giusti, certo. Noi, pur stando all'opposizione, votammo dei provvedimenti del governo Conte quando ci fu l'emergenza Covid. È chiaro che se ci dovesse essere un piano sulle bollette consistente e serio come quello che abbiamo presentato noi, parteciperemmo al voto ma questo non vuol dire votare la fiducia al governo, vuol dire che su temi concreti c'è la possibilità di dare i nostri voti. E spero che così si regolino tutte le opposizioni».

E le opposizioni che non lo faranno secondo il leader di Azione «si condannano al suicidio. Sarebbe un errore clamoroso, nel momento in cui la crisi economica sta diventando una crisi sociale di portata incredibile, essere così irresponsabili da scegliere di avere un'opposizione pregiudiziale».

Ma i primi passi della nuova maggioranza per Calenda sono «un disastro». Nell'intervista al Corriere della Sera spiega: «Si è spaccata sulla Ronzulli, sui famigli e sui ministeri che interessano a Berlusconi. Forza Italia ha una gestione domestica della politica. Sì, lo spettacolo peggiore lo sta dando FI. La loro è una coalizione solo sulla carta. E il loro rischia di essere uno dei governi più deboli della storia repubblicana in uno dei momenti peggiori della storia repubblicana».