15 ottobre 2021
Aggiornato 21:30
Mezz'ora in Più

Prodi: «Draghi è una necessità, poi tornare a Democrazia parlamentare»

L'ex Presidente del Consiglio: «Fino a che non ci sono delle altre elezioni la necessità dura. Lega divisa e candidature Centrodestra con cui sembrano voler perdere»

L'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi
L'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi ANSA

Il governo Draghi «è assolutamente un governo di necessità» e «ha risposto benissimo alla necessità, ma certamente la democrazia richiede poi governi» che passino dalle elezioni. Lo ha affermato l'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi a «Mezz'ora in Più» su Rai 3.

«La nostra costituzione è democrazia parlamentare e lì dobbiamo tornare», ha aggiunto. Ma 3 anni di governo di necessità sono troppi?, gli viene chiesto da Lucia Annunziata. «La necessità era grave - ha risposto Prodi - e ci vuole un lungo governo, cosa vuole che le risponda. Fino a che non ci sono delle altre elezioni, che possono o possono non portare ad un quadro diverso, la necessità dura».

«Lega divisa e candidature Cdx con cui sembrano voler perdere»

«Nella Lega ci sono diverse posizioni. Vedo ogni giorno delle crescenti divaricazioni nell'ambito della lega. Ed è quello che ha reso così difficile fare delle candidature, in qualche modo concorrenziali al Pd nelle prossime elezioni: sembra quasi che le vogliano perdere».

«Certamente (nel centrodestra) leggo diverse linee. Vedo in Fratelli d'Italia una sola linea: 'bom, bom, bom'. E invece nella Lega delle linee molto diverse». E secondo l'ex premier questo dipende dallo stare al governo. «Quando uno è al governo deve governare e le decisioni sono ben diverse dalle intenzioni, con il governo sono uscite le varie linee. Solo il governo obbliga a fare queste cose. Fratelli d'Italia non è obbligata».

«Per transizione serve nuova collaborazione mondiale»

«Se non c'è una nuova collaborazione a livello mondiale nella ricerca e nell'innovazione la transizione sarà faticosa». Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, a margine del convegno «La grande transizione» organizzata dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro a Bologna.

«Il convegno è stato interessantissimo. Un convegno che ha dato molto coraggio sulla possibilità di mettere in atto delle potenzialità che abbiamo» per la transizione, ha detto Prodi a margine. «Oggi abbiamo avuto interessantissimi stimoli per partecipare a questa transizione». In Italia «siamo 60 milioni in un mondo di 7 miliardi, il problema è fare la nostra parte e risalire in classifica».

«Penso che se non c'è una nuova collaborazione a livello mondiale nella ricerca e nell'innovazione la transizione sarà faticosa - ha proseguito -. Un ruolo che in questo caso va anche oltre l'Europa perché l'ultimo grafico di Pagnoncelli» presentato al convegno «vedeva come negli ultimi tempi la Cina e il terzo mondo abbiano cresciuto enormemente il potere inquinante. Questo dice che l'Europa è necessaria per essere parte di questo protagonismo nuovo però se non si mettono anche gli altri...».