28 settembre 2021
Aggiornato 03:30
Crisi di Governo

Conte vede i leader della maggioranza e Mattarella, corsa contro il tempo per i gruppi

Della situazione politica della maggioranza il Premier Giuseppe Conte ha riferito al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un incontro definito «interlocutorio»

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella con il Premier Giuseppe Conte
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella con il Premier Giuseppe Conte Quirinale

Percorrere «nel più breve tempo possibile» la strada stretta per l'allargamento della maggioranza, evitando assolutamente di dare l'immagine di un governo «paralizzato». E' questa la missione del premier Giuseppe Conte, all'indomani del giorno più lungo del presidente del Consiglio, che ieri sera ha incassato dal Senato una stretta fiducia.

Della situazione politica della maggioranza Conte ha riferito al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un incontro definito «interlocutorio». Cinquanta minuti in cui il premier ha illustrato lo stato delle cose e, presumibilmente, il modo in cui intende muoversi nei prossimi giorni. Sui contenuti del faccia a faccia non trapelano informazioni, ma è probabile che dal Capo dello Stato sia stato ribadito l'invito, espresso nel precedente incontro, a «uscire velocemente dall'incertezza».

Ma questa è l'intenzione che hanno tutte le forze che sostengono l'esecutivo, consapevoli che il tempo è una variabile fondamentale per riuscire a chiudere positivamente la crisi. Il tema è stato al centro del vertice di circa tre ore che Conte, prima di salire al Colle, ha tenuto con i leader e i capi delegazione dei partiti. La via, quasi obbligata per quanto in salita, è quella di continuare a lavorare per l'allargamento della maggioranza, sulla base di un patto di legislatura, e la costituzione di gruppi parlamentari che garantiscano i numeri in Aula e nelle commissioni parlamentari. «Ieri è stato un primo passo per evitare un salto nel buio», ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, ma ora «bisogna sicuramente dare alla maggioranza di ieri un'identità politica per diventare più forte nelle sedi parlamentari». I tempi, è l'indicazione emersa, devono essere rapidissimi.

«Non c'è un termine ma prima si fa e meglio è - spiegano fonti di maggioranza - una settimana, dieci giorni al massimo, per costituire i gruppi. Poi 2-3 settimane per il patto di legislatura. Non di più». «Già nel fine settimana ci potrebbero essere novità», si sbilanciano i 'pontieri' più ottimisti. Per raggiungere l'obiettivo si punta in primo luogo sugli eventuali scontenti di Forza Italia e Italia viva, con cui al Senato ci sono frenetici contatti. «In Iv gli scontenti ci sono, molti non vogliono andare all'opposizione e votare con Salvini e la Meloni», assicurano fonti parlamentari. Ma al momento, pochi sono usciti allo scoperto.

Intanto, è l'altra indicazione a Conte venuta da tutti i partner, bisogna assolutamente evitare di mostrare l'immagine di un governo «paralizzato» dalla crisi. L'emergenza sanitaria, la campagna vaccinale, i problemi economici e del lavoro sono le priorità indicate dai Dem, mentre il M5s chiede di accelerare su tutti i dossier aperti, ora che «non c'è più il peso dell'ostruzionismo interno di Renzi». Acquisito il via libera allo scostamento, anche sul nuovo decreto ristori non ci dovrebbero essere problemi, visto che Italia viva ha assicurato il suo sostegno, ma la «pax renziana» non durerà a lungo. Anzi, potrebbe finire prestissimo, già la prossima settimana, quando il ministro Alfonso Bonafede dovrà presentarsi in Parlamento per la relazione sullo stato della Giustizia. Alla Camera la seduta è fissata per mercoledì, al Senato non è stata ancora calendarizzata, ma Iv ha già annunciato che su quello il ministro (da tempo nel 'mirino' di Renzi) sarà bocciato. «Se c'è da votare cose per il bene dell'Italia le voteremo, ma noi siamo liberi da ora: sulla relazione di Bonafede sulla giustizia, voteremo contro. E mi chiedo: ma come faranno?», ha detto proprio ieri il senatore fiorentino.

La missione è dunque fare presto ed evitare scivoloni. Per questo, spiegano fonti di maggioranza, nelle prossime ore si dovrebbe tenere un incontro dei capigruppo con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà: l'obiettivo è cercare di sminare il più possibile il terreno per evitare incidenti che in questa fase potrebbero essere fatali.

(con fonte Askanews)