17 giugno 2021
Aggiornato 03:30
La crisi del coronavirus

Vaccini al via ed è subito polemica

L'avvio della campagna scatena subito una raffica di critiche per il numero di dosi riservate in questa prima fase all'Italia e per la scelta del presidente della Campania Vincenzo De Luca

Vincenzo DE LUCA, Presidente della Regione Campania
Vincenzo DE LUCA, Presidente della Regione Campania ANSA

La prima giornata di vaccinazione non poteva trascorrere senza polemiche dal mondo della politica. L'avvio della campagna che dovrebbe durare per quasi tutto il 2021 scatena subito una raffica di critiche per il numero di dosi riservate in questa prima fase all'Italia e per la scelta del presidente della Campania Vincenzo De Luca di farsi iniettare subito l'antidoto al Coronavirus.

Sulle dosi sono tanti a polemizzare perché l'Italia ha ricevuto solo 9.750 dosi, contro le 150mila della Germania. «Come spesso capita con questo governo, noi siamo gli ultimi», attacca Sestino Giacomoni di Fi, chiedendo «trasparenza». Poco importa che il ministro Roberto Speranza abbia annunciato che all'Italia arriveranno «450mila dosi a settimana». A fine giornata il ministero della Salute deve chiarire: «Il ministero della Salute precisa che, come illustrato nel 'Piano strategico vaccinazione Covid-19', i contratti con le aziende produttrici dei vaccini sono stipulati direttamente dalla Commissione europea per conto di tutti i Paesi membri dell'Unione».

In particolare, appunto, «ogni Paese riceve la quota percentuale di dosi spettante in proporzione alla popolazione secondo le stime Eurostat. All'Italia e' destinato il 13,46% di ogni fornitura. Questo equivale a 26,92 milioni di dosi dal contratto con Pfizer-Biontech, di cui 8,749 milioni nel primo trimestre. La consegna della prima delle forniture da 470mila dosi settimanali è programmata per la settimana che sta per iniziare».

Ma c'è anche il caso De Luca e non è solo l'opposizione a protestare. La scelta di farsi iniettare il vaccino, ufficialmente riservato a operatori sanitari e ospiti delle Rsa in questa prima fase, fa arrabbiare Lega, Fdi ma anche Nicola Fratoianni di Leu: «E' del tutto inaccettabile è che chi ricopre incarichi pubblici se ne freghi delle regole. Così è solo una dimostrazione di arroganza inaccettabile».

Speranza: «Con AstraZeneca ad aprile 13 milioni di vaccinati»

«Se arriva subito al traguardo anche AstraZeneca, entro il primo trimestre si aggiungeranno altri 16 milioni di dosi, che corrispondono ad altre 8 milioni di persone vaccinate. Risultato finale: noi già dal primo aprile potremmo avere 13 milioni di vaccinati, e così avremmo già raggiunto la Fase Uno, cioè quella che ci consente di avere il primo impatto epidemiologico». Così in un colloquio su La Stampa il ministro della Salute, Roberto Speranza.

AstraZeneca, spiega il ministro, «ha raggiunto il 95% di efficacia e già entro questa settimana l'Agenzia del Farmaco della Gran Bretagna potrebbe dare via libera alla commercializzazione. Se questo accade, siamo a un 'Game Change' ancora più significativo». E soprattutto, ricorda, «il vettore virale è prodotto a Pomezia, nell'impianto Irbm, l'infialamento avviene ad Anagni, e la conservazione delle dosi non ha bisogno di temperature a 75 sotto zero. Vuol dire che per noi, sfruttando Pratica di Mare come hub, sarà tutto più semplice: produzione, distribuzione, conservazione».

Il titolare della Salute spegne subito ogni polemica sul numero delle dosi di vaccino già consegnato diverso nei Paesi UE ("Una stupidaggine. Quelli Pfizer sono a Bruxelles, quindi in Germania arrivano prima che da noi. Non c'è chi è più bravo e ne compra di più e chi è più scarso e ne compra di meno. A regime, a noi spettano 420 mila dosi a settimana, e quelle saranno"), mentre sul ruolo delle Regioni conclude: «Stavolta non hanno alibi, la gestione è centralizzata sul piano delle forniture, e per il resto gli abbiamo dato 15 mila assunzioni in più tra il personale medico...».

(con fonte Askanews)