21 ottobre 2020
Aggiornato 10:00
Maggioranza

Matteo Renzi e i meriti di Italia Viva: «Successo su Quota 100, ora vogliamo il sì al MES»

Il leader di Italia Viva: «Basta con Quota 100. Basta con questa misura demagogica, populista, che proprio i Cinque Stelle insieme a Salvini avevano voluto ai tempi del governo gialloverde»

Matteo Renzi, leader di Italia Viva
Matteo Renzi, leader di Italia Viva ANSA

Matteo Renzi ascrive a Italia Viva il merito dell'annunciata cancellazione di Quota 100 e fissa un nuovo obiettivo: far sì che il governo chieda i 37 miliardi del MES. «Ci arriveremo, passo dopo passo», assicura in un video.

In una breve dichiarazione sui social, l'ex premier e fondatore di Italia Viva dice: «Ieri Conte ha detto una cosa importantissima: basta con Quota 100. Basta con questa misura demagogica, populista, che proprio i Cinque Stelle insieme a Salvini avevano voluto ai tempi del governo gialloverde. Si volta pagina. Noi abbiamo lottato per questo, perchè le pensioni sono argomenti serio e delicato, non possono essere oggetto di spot populisti».

«Aver portato a casa la cancellazione di Quota 100 è un passo in avanti, così come pure l'aver spostato l'Italia su posizioni europeiste, basta con i Gilet Gialli, andiamo con Macron e la Merkel, aver imposto il lavoro su Family Act e Piano Shock. Oggi abbiamo da fare un passo in più, chiedere il Mes. Dopo l'abolizione di Quota 100, i 37 miliardi per la sanità pubblica del MES: ci arriveremo, passo dopo passo».

Nobili: «Se il PD vuole alleanza con Raggi, strade si separano»

«Da mesi ormai chiediamo al Pd di uscire dall'equivoco per quel che riguarda Roma. Chiediamo da mesi di scegliere: vogliamo costruire insieme una proposta vincente per il futuro della Capitale, con una coalizione larga e chiaramente alternativa a populisti e sovranisti, con un candidato sindaco forte, autorevole?». Lo dichiara Luciano Nobili, deputato di Italia Viva.

«Oppure - continua - si vuole insistere nel matrimonio con il M5s dopo il fallimento conclamato di questi anni? Finalmente, dopo settimane di silenzi, imbarazzate e flebili smentite, un esponente di primo piano del Pd a Roma come Roberto Morassut lancia pubblicamente l'alleanza strutturale con chi ha messo in ginocchio la Capitale e vuole distruggere la democrazia rappresentativa e sostituire le elezioni con il sorteggio. Morassut va ringraziato per la chiarezza ma se il disegno è questo, se il Pd vuole farsi carico di cinque anni di disastri della Raggi, lo faranno con i nostri migliori auguri, ma senza di noi».

Prosegue Nobili: «Come se la batosta in Umbria e la sconfitta in Liguria non bastassero a dimostrare quanto la strada di un'alleanza stabile con i populisti sia totalmente sbagliata e che invece le vittorie di Bonaccini e Giani contro populisti e sovranisti siano il modello da seguire. Ma se Pd non è disponibile a lavorare con noi in questa direzione, noi sceglieremo un'altra strada. Non da soli, ma insieme alle tante forze che non vogliono rassegnarsi ai disastri della Raggi e che non vogliono consegnare la Capitale a Salvini, da Azione di Calenda a Più Europa, alle realtà civiche e ambientaliste e insieme ai tanti romani riformisti che vogliono un futuro all'altezza per la loro città. A partire dalla Leopolda romana di ottobre siamo al lavoro per questo orizzonte», conclude.