26 ottobre 2020
Aggiornato 13:00
Elezioni regionali 2020

Veneto, riflettori puntati su Luca Zaia. Si gioca anche per il futuro della Lega

Domani e lunedì si vota non solo per le regionali ed il referendum, anche per le amministrative: vanno alle urne città come Venezia, per il sindaco, e Verona per le suppletive al Senato

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia
Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ANSA

In Veneto è un vero e proprio election day. Domani e lunedì si vota non solo per le regionali ed il referendum, anche per le amministrative: vanno alle urne città come Venezia, per il sindaco, e Verona per le suppletive al Senato.

I riflettori sono puntati su Luca Zaia, candidato a succedere a se stesso per la terza volta a Palazzo Balbi, la sede della Regione, ma anche ad accreditarsi come leader moderato della Lega e del centrodestra, ancorchè lui continui a ripetere che gli interessano solo il Veneto e l'autonomia. Lo sostiene l'intero centrodestra, le cui anime hanno un solo problema: di essere «cannibalizzate» dalla Lista Zaia, la Lega compresa. Perfino qualche esponente del Pd, seppur periferico, è arrivato a suggerire: votate pure Zaia, presidente, ma per i consiglieri fate il voto disgiunto.

I candidati alla presidenza della Regione sono 9, 17 le liste

Zaia correrà con cinque liste, tre della galassia leghista (Lega, Zaia Presidente e Veneta Autonomia) più quelle degli alleati Fratelli d'Italia e Forza Italia. Il principale sfidante è l'ex vice sindaco di Padova Arturo Lorenzoni, appoggiato dal Partito Democratico, Veneto che Vogliamo, Europa Verde, +Veneto Volt, Sanca Veneta. Lorenzoni ha dovuto affrontare l'ultima parte della campagna elettorale dall'ospedale e da casa, perché colpito dal covid. In corsa con una lista propria l'ex dem Simonetta Rubinato «per le Autonomie». Il Movimento Cinque Stelle schiera l'ex parlamentare Enrico Cappelletti. Daniele Sbrollini (Italia Viva, Psi, Pri, Civica per il Veneto), l'ex pentastellata Patrizia Bartelle (Veneto Ecologia Solidarietà), Antonio Guadagnini (Partito dei Veneti), il segretario di Rifondazione comunista Paolo Benvegnù (Solidarietà Ambiente Lavoro), il no-vax Paolo Girotto del Movimento 3V (Vaccino Vogliamo Verità).

Zaia e la Lega, accreditati della vittoria, non danno però il risultato per scontato. Continuano ad invitare al voto. Il Veneto, d'altra parte, è stato storicamente appannaggio del centrodestra, salvo una breve parentesi con Giuseppe Pupillo, Pds, che governò per un anno tra il 1993 e il 1994 in una coalizione di centrosinistra comprendente anche Dc e Psi. Per tre mandati è stato al timone della regione Giancarlo Galan, che ha passato il testimone a Zaia. L'autonomia del Veneto è il principale obiettivo del leader del centrodestra, convinto che se la sua affermazione sarà storicamente la più ampia dal Governo non potrà che ricevere l'ambito riconoscimento. E' «la battaglia di tute le battaglie» sostiene. Ma per Lorenzoni, il suo concorrente più diretto, Zaia non è imbattibile.

(con fonte Askanews)