2 giugno 2020
Aggiornato 01:00
Caso Bonafede

Sfiducia a Bonafede, Renzi tiene il Ministro sulle spine

Matteo Renzi sceglie di far salire al massimo la suspense in vista della discussione delle mozioni di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, prevista questa mattina in Senato

Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede
Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede ANSA

ROMA (ASKANEWS) - Tenere il governo sul filo fino all'ultimo momento. Matteo Renzi sceglie di far salire al massimo la suspense in vista della discussione delle mozioni di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, prevista questa mattina in Senato. Dopo che ieri aveva parlato di «numeri ballerini», ieri l'ex premier non ha parlato, facendo solo filtrare alcuni brevi passaggi del suo nuovo libro «La mossa del cavallo».

Questa mattina, alle 9, Renzi riunirà i suoi senatori, poi in Aula ascolterà quello che ha da dire il ministro e interverrà per comunicare la linea di Italia viva, che sicuramente dal Guardasigilli e dal governo si attende qualcosa. Ieri la capogruppo alla Camera Maria Elena Boschi è stata per due volte a Palazzo Chigi, trattenendosi, nel pomeriggio, per due ore. E' lei che, in questi giorni, ha consegnato le proposte/richieste di Iv al premier, parlandone con il capo di gabinetto Alessandro Goracci e oggi, probabilmente, anche con lo stesso Giuseppe Conte. Un incontro che però, al momento, non viene confermato né da fonti parlamentari né dal governo. Al di là delle proposte, sia nel M5s che nel Pd molti pensano che Iv intenda, con questa partita, aumentare la propria presenza al governo. Cosa che, si assicura da entrambe le parti, potrebbe anche avvenire.

5 Stelle e PD: «Governo a rischio»

Dal M5s ostentano ottimismo sui numeri, ma comunque il capo politico Vito Crimi avverte gli alleati: «Se qualcuno della maggioranza vota la sfiducia a lui è come se votasse la sfiducia al governo, per cui sono convinto che non ci saranno sorprese». E sulla stessa linea è anche il capogruppo Pd a Montecitorio Graziano Delrio, secondo il quale se Bonafede viene sfiduciato «si apre una vera crisi, non c'è dubbio». Altri esponenti Dem sono però più cauti. «Se cade Bonafede si apre il rimpasto che si farà entro giugno, cambiando più di una casella», spiegano fonti parlamentari democratiche.

Ieri sera si è riunito il gruppo al Senato, stabilendo la linea. «Votiamo contro le mozioni di sfiducia perchè non vogliamo una crisi di governo», ha spiegato il capogruppo Andrea Marcucci, aggiungendo che «certo il ministro Bonafede in molte occasioni non ci è piaciuto affatto». Per questo l'invito è a cambiare «metodo» e a «ricordarsi di essere ministro in un governo di coalizione».

Da Italia viva non emergono indiscrezioni

«Il governo non cadrà», si limita a dire un parlamentare, senza però aggiungere altro. Chi sicuramente nel gruppo voterà per la sfiducia è Riccardo Nencini, della componente del Psi, che oggi ha preso la sua decisione: «Dimissioni da parte del ministro Bonafede o voteremo la mozione Bonino». In attesa di sapere cosa deciderà Renzi, in Senato si fanno i conti e fonti M5s assicurano che i numeri per la sfiducia non dovrebbero esserci. «Il governo - garantisce in serata Luigi Di Maio - è solido e domani al Senato dimostrerà tutta la sua solidità».

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