2 giugno 2020
Aggiornato 01:00
Senato

Casellati: «Caso Bonafede - Di Matteo? CSM faccia chiarezza»

Il Presidente del Senato: «L'amministrazione della giustizia esige regole e giudizi eguali per tutti, perché non sopporta opacità di sorta. Fase 2? Continuo intreccio decreti e ordinanze complica la vita»

Il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati
Il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati ANSA

ROMA - «Sono preoccupata. Per la prima volta nella storia della Repubblica registro un conflitto grave tra un membro del Csm e il Ministro della Giustizia, che sono espressione di due organi interdipendenti. Certo è che un conflitto di questo genere non può restare senza risposta. Anche il Csm deve fare la sua parte. Lo dico con la sensibilità di chi ne è stato componente come me». Così la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, in un'intervista a Repubblica parlando della mozione di sfiducia al ministro della Giustizia, Bonafede, presentata dalle opposizioni dopo la scarcerazione per l'emergenza coronavirus di centinaia di mafiosi e le ombre gettate sulla nomina del capo del Dap dal consigliere del Csm Di Matteo, ex magistrato antimafia. «L'amministrazione della giustizia - avverte - esige in primo luogo regole e giudizi eguali per tutti, perché non sopporta opacità di sorta. Solo così si può riconquistare la fiducia dei cittadini».

«Bene decreto ma aiuti arrivino subito»

Il decreto da 55 miliardi per la Fase 2 «È una misura sicuramente importante. Il problema è che in questo momento per tutte le famiglie che non hanno uno stipendio fisso il tempo è un fattore decisivo. Così come la chiarezza delle regole e la semplicità delle procedure. Gli aiuti e l'accesso al credito devono arrivare subito e senza le troppe carte della burocrazia».

«Ho fiducia nella responsabilità degli italiani che hanno dimostrato serietà e disciplina nell'osservare le misure di sicurezza respinte», aggiunge a proposito dei rischi di recrudescenza dell'epidemia con le riaperture, «sta qui lo snodo della ripresa. L'Italia non può più aspettare».

«Continuo intreccio decreti e ordinanze complica la vita»

«Purtroppo la stagione dei Dpcm non è finita, come annunciato. Gli italiani vogliono chiarezza. Con il continuo intreccio fra decreti, Dpcm, ordinanze nazionali e regionali, la confusione interpretativa ha complicato e complicherà la già difficile vita di tutti».

«Comprendo l'eccezionalità del momento ma resto convinta che le limitazioni alle libertà fondamentali dei cittadini anche nella emergenza debbano passare attraverso il voto del Parlamento. Esistono strumenti legislativi, come i decreti legge, che ben possono coniugare la rapidità di scelte anche transitorie con il coinvolgimento di tutte le forze politiche».

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