31 maggio 2020
Aggiornato 08:30
Maggioranza

Vito Crimi e le «minacce» di Italia Viva: «Ogni giorno i renziani devono attaccare qualcuno»

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle: «Siamo pronti alla regolarizzazione con emersione del lavoro nero e contratti di lavoro. Il resto è una regolarizzazione di immigrati di cui non capiamo il senso»

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle
Il capo politico del MoVimento 5 Stelle ANSA

ROMA - «Non so l'esito ma non mi piacciono le minacce». Così Vito Crimi capo politico del Movimento 5 stelle in un'intervista al Corriere della Sera parla dell'incontro di ieri tra il premier Giuseppe Conte e la delegazione di Italia viva. «Non si può dire 'o si fa quello che proponiamo noi o niente'. La risposta brutta è stata quella di Ettore Rosato. Quando gli hanno chiesto se fossero state messe sul tavolo di Palazzo Chigi le dimissioni della ministra Bellanova, lui ha risposto che sul tavolo è stata messa la sua proposta. Non è un modo di fare - sostiene Crimi -. Mi auguro comunque che l'incontro sia stato positivo e che questa maggioranza ne esca rafforzata».

Non era stato il suo veto sulla regolarizzazione degli immigrati a portare Teresa Bellanova a un passo dalle dimissioni? «Io non metto veti. Il Movimento fa un ragionamento di buon senso. Qual è il problema oggi, regolarizzare gli immigrati o fornire mano d'opera per la nostra agricoltura? Sono due cose diverse. Io ho detto che siamo pronti alla regolarizzazione con emersione del lavoro nero e contratti di lavoro. Il resto è una regolarizzazione di immigrati di cui non capiamo il senso», perciò secondo il leader m5s «Se ne può parlare, ma ad un altro tavolo».

Le «anime» dei 5 Stelle

Lei e Di Maio incarnate l'anima del M5S che ha nostalgia di Salvini? «Tutte sciocchezze - risponde Crimi -, nessuna nostalgia. Anzi, stiamo bene dove stiamo». Ma i renziani sbagliano «ogni giorno devono attaccare qualcuno. Oggi tocca a me, ieri a Bonafede. Ma io sto al merito. Nel momento in cui concediamo un permesso di soggiorno per sei mesi, come ipotizzato, di fatto stiamo concedendo a tutti coloro che erano in Italia l'anno scorso di poter liberamente circolare, senza vincolarli a un contratto di lavoro. Io invece sono pronto a collegare un contratto con una eventuale regolarizzazione di uno stagionale che nel 2019 non è tornato nel suo Paese».

Quanto al destino del governo Crimi osserva: «Più che litigare, ogni tanto vengono fuori posizioni differenti. Quando a sostenere il governo eravamo due partiti alla fine trovavamo la quadra su tutto e dobbiamo trovarla anche ora che siamo in quattro. Ma nessuno pensi che la propria idea è l'unica percorribile».

Non è vero che le idee di Iv vengono sempre scartate, spiega Crimi: «Non è così, noi abbiamo accettato molto. In alcuni casi anche io ho fatto passi indietro. Sui tagli all'editoria, per esempio, ho dovuto accettare un rinvio di due anni, ma non mi sono messo a minacciare dimissioni».

Sulla mozione di sfiducia a Bonafede il governo può cadere? Renzi sembrava tentato di votarla. «Questa mozione è una follia e questo è l'unico Paese al mondo da ricostruire in cui si cerca di buttare giù il governo», conclude.

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