6 giugno 2020
Aggiornato 17:00
Emergenza coronavirus

David Sassoli: «Nessun paese può farcela da solo»

Il Presidente dell'Europarlamento: «Frontiere non bloccano il virus. Dobbiamo salvare le vite dei cittadini, poi dobbiamo salvare l'economia e il lavoro. Non possiamo consentire che questa crisi ci travolga»

David Sassoli, Presidente dell'Europarlamento
David Sassoli, Presidente dell'Europarlamento ANSA

ROMA - Il pacchetto di provvedimenti lanciato dall'Ue è «una base di partenza per affrontare l'emergenza, perché nessun paese può farcela da solo, siamo di fronte a una situazione che l'Europa non ha mai vissuto dalla Seconda Guerra Mondiale», ha detto il presidente dell'Europarlamento David Sassoli su Unomattina, Rai1. «C'è l'attrezzatura finanziaria per sostenere l'emergenza e ci sono le regole per la sicurezza dei cittadini, tra cui la chiusura dello spazio europeo. I nostri confini verranno controllati con grande cura perché bisogna evitare che ci siano flussi di entrata pericolosi - ha aggiunto - Le frontiere però non servono a bloccare il virus, per quello serve un grosso investimento chiesto dal Parlamento per la ricerca. Vinceremo questa battaglia quando avremo il vaccino, serve una risposta potente».

«Modello italiano fa scuola in Europa»

Il «modello italiano» di contrasto all'emergenza del coronavirus «fa scuola in Europa, gli altri Paesi si stanno adeguando, un po' a rilento perché ognuno si è organizzato con la percezione del proprio rischio. E' una sfida epocale, in cui tutti devono sentirsi coinvolti. Dobbiamo salvare le vite dei cittadini europei, poi dobbiamo salvare l'economia e il lavoro. Non possiamo consentire che questa crisi ci travolga. E dobbiamo anche salvare gli strumenti della democrazia, che deve essere rafforzata e non deve subire contraccolpi».

«Eurobond può essere la carta vincente»

«Il secondo passo, dopo la dotazione economica» che si è data l'Ue per affrontare il coronavirus «è di far ripartire le economie di tutti i Paesi dallo stesso punto di partenza e l'idea degli eurobond può essere la carta vincente. Dobbiamo fare in modo che tutti i Paesi siano convinti di questo».

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