7 aprile 2020
Aggiornato 10:00
Emergenza coronavirus

Conte critica l'ospedale di Codogno. Duro Fontana: «Inaccettabile»

Secondo il Presidente del Consiglio non avrebbe rispettato i protocolli. Il governatore e l'assessore al Welfare in Lombardia replicano a muso duro: «Ignorante e incapace»

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana con il Premier Giuseppe Conte
Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana con il Premier Giuseppe Conte ANSA

MILANO - Quella del premier Giuseppe Conte «è la strategia della disperazione. Probabilmente sta cercando di attaccare altri per cercare di sviare l'attenzione». Lo ha detto il governatore di Regione Lombardia, Attilio Fontana, in polemica con il Premier Conte per quanto riguarda la gestione dell'emergenza Coronavirus in Italia. Fontana parlando con Radio 1 ha ricordato di aver proposto prima del diffondersi del virus di isolare chi veniva dalla Cina e di essere stato accusato di razzismo in quella occasione. «Io queste cose non le avrei mai ricordate - ha aggiunto Fontana - ma se si mette ad accusare le Regioni, significa che sta seguendo un'altra strategia. È la strategia della disperazione».

Fontana: «Noi accusati di essere razzisti»

«Siamo stati accusati di essere razzisti, di voler diffondere il panico. Il presidente del Consiglio disse in quell'occasione 'fidatevi di me, ci penso io'. Allora ora non può dire che siamo noi i responsabili». A Radio 1 il governatore leghista ha ricordato che «noi avevamo proposto un mese prima che scoppiasse l'epidemia di essere messi nelle condizioni di aumentare i controlli, di mettere in quarantena tutti gli studenti che rientravano dalla Cina». «Siamo stati accusati di essere razzisti, di voler diffondere il panico», ha concluso Fontana. "Abbiamo seguito, purtroppo, i protocolli che ci venivano dati dal Governo. Se avessimo fatto quello che noi come governatori proponevamo, le cose non sarebbero andate così. Sono stato zitto finora, ho accettato che si tacesse, però se accusano il sistema sanitario lombardo, allora non posso più tacere».

Cirio: «A Conte dirò che commissariamento non sta»

A Conte «dirò che il contenimento ed il commissariamento non sta da nessuna parte. Qui forse bisognerebbe commissariare qualcun altro che ha sottovalutato questa problematica e il coronavirus in Italia». Questa la risposta di Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, ad Agorà Rai Tre, alla domanda su cosa dirà oggi a Conte nella riunione prevista in mattinata.

Cambiamo!: «Parole Conte inaccettabili»

«Le dichiarazioni del premier Conte sulla gestione dell'emergenza Coronavirus da parte delle Regioni sono a dir poco intollerabili. Un Presidente del Consiglio in piena di crisi di nervi non è quello che serve ora al Paese». Lo dichiarano in una nota i deputati di Cambiamo! Stefano Benigni, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini, Alessandro Sorte e Giorgio Silli. «I Governatori stanno lavorando per tutelare al massimo la salute pubblica, ci auguriamo che si possa dire altrettanto del governo. In questo momento la coesione politica è fondamentale per affrontare la situazione, ma è necessario che tutti mostrino senso di responsabilità e del limite», concludono.

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