1 ottobre 2020
Aggiornato 01:30
Giustizia & prescrizione

Giuseppe Conte: «Basta litigi, è il momento delle decisioni»

Il Presidente del Consiglio: «Giustizialista o garantista? No a contrapposizioni manichee. Gli italiani si aspettano risposte e concretezza su tutto quanto, anche sul tema della prescrizione»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - Sulla giustizia «stiamo lavorando per accelerarne i tempi. Lo abbiamo già fatto presentando in Parlamento un disegno riformatore della giustizia civile. E anche sulla giustizia penale siamo impegnati in un complessivo disegno riformatore. Questo è sempre stato e continuerà a essere il mio obiettivo, ribadito ieri sera al vertice con le forze di maggioranza». Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, in un post su Facebook.

«Un obiettivo - spiega - che rilancerò anche nell'ambito dei tavoli di lavoro per l'Agenda 2023 che partiranno la prossima settimana. Tanti sono i dossier aperti sui quali il Governo compatto è impegnato, come l'emergenza sul coronavirus, il rilancio del cantiere Taranto, il fronte libico, l'Europa. Tante le problematiche e le urgenze a cui siamo chiamati a dare tempestive risposte, in continuità con le prime misure varate con l'ultima legge di bilancio. Dal lavoro al welfare, dagli interventi per la crescita a quelli per abbassare le tasse alle famiglie, dalla semplificazione burocratica alla sicurezza, alla scuola, alla ricerca».

Gli italiani vogliono risposte e concretezza

«Il dialogo, il confronto, l'ascolto sono sempre state parole chiave nello svolgimento del mio ruolo da Presidente del Consiglio. Ma arriva il momento delle decisioni. Gli italiani - sottolinea - si aspettano risposte e concretezza, non litigi e rinvii. Tanto sui temi appena citati, quanto sul tema della prescrizione sul quale, seppur non ho mai ritenuto questo specifico profilo di disciplina tale da oscurare il complessivo disegno riformatore della giustizia, mi sono ugualmente speso per trovare un punto di mediazione sempre più avanzato. Un punto di equilibrio che contempli da una parte l'esigenza di evitare una denegata giustizia e, dall'altra, di garantire la ragionevole durata dei processi».

«Confido che tutte le forze di maggioranza riescano a condividere la medesima ragionevole posizione. Nel frattempo andiamo avanti, non possiamo e non c'è tempo da perdere. Il Paese vuole correre, e noi abbiamo l'obbligo di scandirne il ritmo. Da lunedì prossimo partono i tavoli di lavoro del Governo per l'Agenda 2023. Di seguito il calendario degli incontri: Lunedì 10 ore 17.30, tavolo di lavoro su: Occupazione e politiche di welfare. Giovedì 13 ore 17.30: Crescita e sviluppo sostenibile. Venerdì 14 ore 15: Semplificazione normativa e burocratica, Riforma fiscale. Lunedì 17 ore 8.30: Sicurezza e immigrazione. ore 11.30: Salute. ore 16.30: Scuola, Università, Ricerca e Innovazione digitale. Martedì 18 ore 14.30: Europa e Riforme. ore 17.30: Riforme Giustizia», conclude.

Giustizialista o garantista? No a contrapposizioni manichee

«Non chiedetemi se sono garantista o se sono giustizialista. Queste contrapposizioni manichee vanno bene per i titoli dei giornali. Già come avvocato e come professore di diritto, queste visioni semplificatrici affidate alle ideologie degli 'ismi' non mi sono mai piaciute. Anche adesso che sono presidente del Consiglio continuo a pensarla allo stesso modo».

Marcucci a Conte: «Fieramente garantista»

«A differenza del premier Conte, io non ho timori a dichiararmi fieramente e convitamente garantista perchè esserlo significa salvaguardare in primo luogo i diritti dei cittadini e le loro libertà inviolabili». Lo scrive su Twitter il capogruppo del Pd in Senato Andrea Marcucci replicando al premier Conte che aveva detto di non chiedergli se era garantista o giustizialista.

Orfini: «Conte pensa di essere furbo»

«Non chiedetegli se sia garantista o giustizialista, perché sono «contrapposizioni manichee». Non chiedetegli se sia di destra o di sinistra, perché sono categorie superate. Chiedetegli solo se pensa di essere furbo. O se pensa che siamo fessi noi». Lo scrive su Twitter Matteo Orfini, parlamentare del Partito democratico.

Fraccaro: «Con riforma processo penale Paese più forte»

«La norma sulla prescrizione è una conquista di civiltà. Abbiamo il dovere di garantire che la giustizia abbia tempi certi e che non si usino più scappatoie processuali per ottenere l'impunità. Insieme alla riforma del processo penale, che garantirà maggiore efficienza e minore durata, il Governo mette in campo un intervento organico per evitare che i reati vengano prescritti e per assicurare che gli esiti processuali siano rapidi. Vogliamo rafforzare la fiducia dei cittadini e delle imprese nel sistema giudiziario per rendere il Paese più forte. Ora è il momento di passare ai fatti e in Consiglio dei Ministri ciascuno si assumerà le proprie responsabilità». Lo dichiara il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro.