10 agosto 2020
Aggiornato 23:30
Seminario del PD

Dario Franceschini ai 5 Stelle: «Una coalizione tra avversari politici non può funzionare»

Il Ministro per i Beni Culturali bacchetta Mattia Santori: «Nessuna discontinuità? È un'idiozia. La discontinuità c’è su tutto: sull’Europa, sull’immigrazione, sulla flat tax»

Dario Franceschini, Ministro dei Beni Culturali
Dario Franceschini, Ministro dei Beni Culturali ANSA

RIETI - «Una coalizione tra avversari politici non può funzionare». Lo ha detto Dario Franceschini, al seminario del Pd all'Abbazia di San Pastore a Greccio (Rieti). «Dobbiamo avere la convinzione ferma - ha sottolineato - che in agosto abbiamo fatto la cosa giusta perchè se non fosse avvenuto probabilmente avremmo Salvini a Palazzo Chigi, il Paese sprofondato in una gerarchia di valori rovesciati, la situazione economica alla catastrofe vera e propria».

«Ma partire contro non è sufficiente per dare fiato e respiro: servono la qualità dell'azione di governo e il collante di una prospettiva politica. Devono fare una riflessione i Cinque Stelle, anche se spesso sono tentati di sottrarsi, ma anche noi». Il Governo è nato «in una situazione di emergenza» e ora serve «un nuovo inizio». Adesso c'è bisogno «di iniziare una fase due, politica e programmatica, che devono andare insieme altrimenti non funzioneranno».

La bacchettata al leader delle Sardine

«Vorrei che la smettessimo con questa idiozia sulla mancata discontinuità. E’ un’offesa. La discontinuità c’è su tutto: sull’Europa, sull’immigrazione, sulla flat tax. Dobbiamo rivendicare la discontinuità. Quanto ai singoli provvedimenti, sui decreti sicurezza partiremo dalle osservazioni di Mattarella e poi il Parlamento potrà intervenire». Ieri il leader delle Sardine Mattia Santori, intervistato a Mezz’ora in più, aveva parlato della mancanza di discontinuità da parte di questo governo rispetto a quello precedente: «Non si nota discontinuità tra il governo attuale e quello precedente, sul decreto sicurezza sembra stia andando come fu con il conflitto d’interessi».

Avanti rapporto con M5s e anche con i moderati

Per il Pd occorre «tenere aperto il rapporto con i cinque stelle e con i moderati che non si riconoscono più negli estremismi di Salvini». Con il M5s, ha sottolineato, «va tenuta aperta una prospettiva politica, fare in modo che più possibile vengano di qua su valori e prospettive. Dobbiamo tentare di allargare il campo: non ci si può fermare perchè ti dicono no a una alleanza, è troppo importante per la democrazia italiana. Bisogna andare avanti anche anche quando ti dicono dei no. Il governo va avanti solo se il Pd lo sente proprio fino in fondo, altrimenti non può avere futuro». Alla verifica di maggioranza, ha aggiunto, il partito deve parlare «con una voce sola».

Con proporzionale nuova vocazione maggioritaria Pd

Con un sistema proporzionale «c'è spazio per una nuova vocazione maggioritaria del Pd. Siamo stati costretti a fare alleanze prima, il proporzionale non consente più questo e quindi ci spingerà a essere sempre più inclusivi, ad avere un partito sempre più largo. Sulla legge elettorale - ha aggiunto - abbiamo fatto un accordo importante che ci aiuterà» nella direzione di un rapporto politico con il M5s.

«In un sistema proporzionale - ha spiegato - sono meno stringenti i vincoli prima, si può andare distinti, ma il tema torna dopo, perché con il proporzionale nessuno avrà la maggioranza per governare quindi si porrà il tema delle alleanze, ma le prepari prima. Si può salvare il bipolarismo, ma con dei poli meno forzati. Un problema che riguarda più di là che di qua: cosa c'entra la Carfagna con Salvini?».