6 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Matteo Salvini tira dritto: «Trattato Mes non è emendabile, è da bloccare, punto»

Il leader della Lega in conferenza stampa all'Europarlamento: «Per noi è un'esperienza chiusa, che non è utile né modificare né ripetere. Dopo questo governo, ci sono solo le elezioni»

Video Agenzia Vista

BRUXELLES - Sul testo di riforma del Mes, il Trattato sul Fondo salva-Stati dell'Eurozona, «noi non abbiamo cambiato posizione: per noi non è emendabile, è da bloccare, punto. Per noi è un'esperienza chiusa, che non è utile né modificare né ripetere». Lo ha detto oggi a Bruxelles il leader della Lega Matteo Salvini, durante una conferenza Stampa al Parlamento europeo insieme a Marco Zanni, presidente di Identità e Democrazia, il gruppo politico di cui fanno parte i 28 eurodeputati del Carroccio. Zanni ha poi spiegato che non è solo il testo di riforma, ma il Mes in sé stesso che è «uno strumento complicato, inutile e poco trasparente», visto che «c'è la Bce che potrebbe gestire sia la stabilità finanziaria, che la tutela dei depositi, che il backstop» per le risoluzioni bancarie.

«Dopo questo governo, ci sono solo le elezioni»

«Dopo questo governo noi vediamo solo le elezioni, non vediamo un terzo governo inventato nottetempo a tavolino». Salvini rispondeva a una domanda sulla possibilità che le convergenze fra le posizioni della Lega e quelle del M5s contro la riforma del Mes, il Trattato sul Fondo salva-Stati dell'Eurozona, possano costituire la base di un ritorno all'alleanza giallo-verde. In riferimento al presidente del Consiglio, il leader della Lega ha parlato della «parabola Conte», sottolineando che ieri durante il dibattito in Parlamento sul testo di riforma del Mes, il Trattato sul Fondo salva-Stati dell'Eurozona, «mancavano 60 parlamentari della sua maggioranza: i primi a mollarlo sono quelli che gli stanno vicino», ha concluso.

«Cordone sanitario» all'Europarlamento è «sovietico»

Il «cordone sanitario» al Parlamento europeo contro il gruppo sovranista Identità e Democrazia (Id), di cui fanno parte i 28 eurodeputati della Lega, è «sovietico», è «quanto di meno democratico possa esistere sulla faccia della Terra. Parlare apertamente di cordone sanitario (l'accordo fra tutti gli altri gruppi per escludere Id dalle cariche interne e dai negoziati dell'Europarlamento e togliergli agibilità politica, ndr) nei confronti di eurodeputati ed eurodeputate eletti liberamente da decine di milioni di europei, come se fossero degli appestati che vanno isolati, non è sano; mi sembra - ha sottolineato Salvini - di una volgarità, una violenza, un odio, un'arroganza, una supponenza imbarazzanti. Una concezione di questo tipo c'è probabilmente in Venezuela, in Cina, o c'era nell'ex Unione Sovietica», ha concluso il leader della Lega.