24 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Patto di stabilità UE, la frenata di Davide Sassoli: «Modifiche? Prima tenere i conti in ordine»

Il Presidente del Parlamento europeo: «Nel tempo le regole verranno cambiate. Brexit? Senza accordo torna frontiera. Chi non ricolloca non prenda soldi UE»

Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli
Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli ANSA

ROMA - Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli apre a modifiche delle regole europee. «Dico sì, ma bisogna mettersi in ordine. Se saremo capaci di metterci in ordine, io penso che probabilmente le regole nel tempo verranno cambiate» ha spiegato intervistato a Circo Massimo Su Radio Capital. «Che lo facciano e lo chiedano i paesi che devono mettersi in ordine è un errore. Ed è stato un errore del sovranismo. In questo momento bisogna aumentare la fiducia nel proprio paese, e se i conti si rimettono in ordine può cominciare una stagione di riforma di quel patto».

«Favorevole al voto ai 16enni»

Sì del presidente anche al voto ai sedicenni: «In linea di massima sono favorevole. Non vedo controindicazioni così forti da pensare che stiamo parlando di un mondo immaturo: parliamo di cittadini che hanno la capacità di trovare il loro stile di vita, di confrontarsi con i problemi che hanno di fronte. Perché no? Tra l'altro in molti Paesi già si vota a 16 anni. Nelle ultime elezioni Europee nel 2014 la fascia 16-24 anni ha votato il 28%, nel 2018 sono saliti al 48%. C'è consapevolezza in questi giovani».

«Brexit? Senza regole e senza accordo torna frontiera»

«Andrò a Londra da Johnson la prossima settimana, qualche giorno fa abbiamo parlato al telefono. Gli ho ripetuto la proposta dell'Unione di scrivere delle proposte da discutere. Io spero che arrivino, ma tutti i giorni viene annunciato qualcosa e non vediamo nulla. Il tempo stringe. Vorrei che fosse chiaro che abbiamo la nostra proposta: quella dell'accordo dell'anno scorso, il migliore possibile perché garantisce anche i cittadini britannici. Però se si vuole fare senza regole e senza accordo, allora la frontiera non può non tornare».

«Chi non ricolloca non prenda soldi Ue»

Il bilancio pluriennale dell'Unione è «la cosa più importante per i prossimi cinque anni» e «il Parlamento è molto ben disposto a fare in modo che il bilancio sia forte ma con condizionalità. Prendi i soldi della coesione ma partecipi a riforme ad esempio sulla politica dell'immigrazione. Tanti paesi si fanno belli con i soldi dei cittadini europei, a Varsavia o a Budapest ci sono tantissime opere pubbliche fatte con i soldi dei cittadini europei. Allora mettiamoci una condizionalità. Se un paese non ricolloca, non prende fondi». «Facciamo questa battaglia. È bello farsi le metropolitane con i soldi dei cittadini europei, ma deve essere anche bello dare solidarietà ai paesi che ne hanno bisogno o fare politiche per la lotta ai cambiamenti climatici o rispettare lo Stato di diritto». Per il presidente dell'Europarlamento «l'accordo di Malta è un primo passo. Ha dei limiti evidenti, come il criterio della volontarietà, ma già il fatto che alcuni paesi abbiamo deciso che sia conveniente affrontare questo tema è obiettivamente interessante. Bisogna continuare e fare in modo che sia conveniente anche per altri entrare in questo meccanismo».