12 dicembre 2019
Aggiornato 08:30

Anche Luigi Di Maio dice sì: «Voto a 16enni proposta M5s, subito in Parlamento»

Il leader dei 5 Stelle: «Noi pensiamo che chi teme il voto dei più giovani, forse sa di averli traditi in passato. Tra M5S e Pd fiducia si basa sui fatti»

Il leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio
Il leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio ANSA

ROMA - «Il voto ai sedicenni è una proposta che portiamo avanti da sempre e che sosteniamo con forza» e quindi «discutiamone subito in Parlamento». E' quanto scrive il capo politico del Movimento Cinquestelle, Luigi Di Maio. Di Maio osserva, rilanciando la proposta del voto ai sedicenni, che «i giovani in Italia vengono definiti, a seconda del momento, choosy, viziati, «gretini": per noi questi giovani vanno soprattutto rispettati, ascoltati e messi al centro della nostra politica. Sono una risorsa preziosa e sono il futuro di un'Italia che si informa, che partecipa e che deve essere valorizzata sempre di più».

«Discutiamone subito in Parlamento»

«Se a 16 anni - osserva - un giovane può lavorare e pagare le tasse, dovrebbe almeno avere il diritto anche di votare e scegliere chi decide della sua vita. In alcuni Paesi il voto ai sedicenni è già previsto: in Scozia, Austria, in alcuni Länder tedeschi, in Argentina e Brasile ad esempio. Discutiamone subito in Parlamento, perché queste sono le riforme costituzionali che cambiano le prospettive di un Paese e che ci spronano a fare sempre meglio. Noi ci siamo e pensiamo che chi teme il voto dei più giovani, forse sa di averli traditi in passato, con scelte politiche che hanno creato povertà, mancanza di opportunità, danni all'ambiente che oggi proprio i più giovani stanno difendendo. Adesso è ora di dare questo diritto a chi ha più futuro davanti», ha concluso.

«Tra M5S e Pd fiducia si basa sui fatti»

«Io mi meraviglio di chi si meraviglia, vi aspettavate che Renzi stesse per tre anni nel suo gruppo a premere il pulsante?», ha detto il ministro degli Esteri e leader del M5S Luigi Di Maio a La7. E poi sulla fiducia nel rapporto con il Pd: «Se tagliamo i parlamentari è una prima prova di fiducia, se non aumenta l'Iva sarà una seconda prova di fiducia. Questo governo si è messo in testa di realizzare delle cose, ma tra di noi non è cambiato quello che noi pensiamo del Pd e quello che loro pensano di noi».