24 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Gentiloni: «La mia agenda se sarò commissario UE»

Il futuro commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, descrivela sua visione del mandato che gli ha assegnato la presidente Von der Leyen

Paolo Gentiloni, futuro commissario europeo agli Affari Economici
Paolo Gentiloni, futuro commissario europeo agli Affari Economici ANSA

BRUXELLES - Il Parlamento europeo pubblica oggi a Bruxelles le risposte scritte di Paolo Gentiloni, commissario designato all'Economia della prossima Commissione europea, al questionario che gli era stato sottoposto in vista della sua audizione con le commissioni europarlamentari competenti per il suo portafogli (quelle agli Affari economici, al Bilancio e agli Affari sociali). Nelle nove pagine di risposte al questionario, in una versione non ancora definitiva circolata stamattina a Bruxelles, Gentiloni presenta innanzitutto il suo curriculum, le convinzioni, le esperienze e le competenze acquisite negli anni, come in una «lettera di motivazione» per la candidatura in risposta a un'offerta di lavoro, sottolineando la sua esperienza di giornalista politico (15 anni, compresa la direzione del mensile ambientalista «La Nuova Ecologia»), prima della lunga carriera parlamentare (18 anni) e poi governativa (ministro delle Comunicazioni, degli Esteri e primo ministro).

Il commissario designato entra quindi nei dettagli del proprio programma, ripetendo senza grandi sorprese tutti i punti principali della «lettera di missione» ricevuta dalla presidente eletta della Commissione, Ursula von der Leyen, e facendo chiaramente attenzione a non dire nulla che possa rischiare di alienargli il sostegno di una parte degli eurodeputati che dovrebbero, in principio, votare la fiducia al nuovo Esecutivo comunitario.

Favorire la crescita nell'Eurozona

«Se sarò confermato come commissario all'Economia, e in linea con gli orientamenti politici della presidente eletta von der Leyen, lo cercherò di far applicare alla Commissione il Patto di stabilità e crescita sfruttando appieno il flessibilità consentita dalle regole», afferma Gentiloni nella risposta a una domanda su come applicherà il Patto di Stabilità. E aggiunge: «Insieme al contesto attuale di tassi d'interesse particolarmente bassi, questo ci aiuterà a raggiungere un orientamento di bilancio ('fiscal stance', ndr) più favorevole alla crescita nell'Eurozona, salvaguardando la responsabilità finanziaria nei conti pubblici ('fiscal responsibility', ndr). Inoltre, poiché aumentano la crescita potenziale, gli investimenti e le riforme strutturali apportano un contributo fondamentale alla sostenibilità del debito».

Inoltre, il commissario designato sottolinea che nelle sue decisioni sulle politiche economiche e finanziarie presterà molta attenzione al «pilastro sociale» dell'Unione, e «alle conseguenze distributive delle politiche raccomandate», e si dice «orgoglioso» di aver ricevuto l'incarico lavorare all'introduzione di un «Regime europeo di assicurazione contro la disoccupazione».

Riforma del patto di stabilità

Riguardo alla controversa riforma del Patto di Stabilità, il commissario designato resta ambiguo, parlando di «posizioni polarizzate» che ci sarebbe l'opportunità di riconciliare. Ma qualche dettaglio lo fornisce in merito alla Procedura per gli squilibri macroeconomici eccessivi, che dovrebbe dare più attenzione a «gli squilibri esterni, la competitività, il mercato immobiliare e i livelli in aumento del debito privato».

Gentiloni conferma poi la linea di continuità con quanto è già stato proposto per il cosiddetto «approfondimento» dell'Unione economica e monetaria, che è «incompleta». In particolare, bisogna fare passi ulteriori per attuare l'Unione dei mercati dei capitali, e realizzare finalmente «il completamento dell'Unione bancaria» nelle due componenti del 'Backstop' comune per il Fondo Unico di Risoluzione e della garanzia comune sui depositi (nella risposta è però menzionato solo uno di questi due elementi, che sono osteggiati dai rigoristi tedesco-nordici).

Contro gli «shock asimmetrici»

Inoltre, sottolinea Gentiloni, va istituito il nuovo Fondo dell'Eurozona per la Convergenza e la Competitività, su cui c'è già il consenso degli Stati membri. E' quello che è rimasto (ben poca cosa) della vecchia proposta di una «capacità di bilancio dell'Eurozona» contro gli «shock asimmetrici». Ma da quella proposta von der Leyen ha ripreso nel suo programma la vecchia idea del sussidio europeo di disoccupazione. E Gentiloni lo mette ora al centro della sua agenda: istituire un «Regime europeo di riassicurazione per i sussidi di disoccupazione - afferma - rimane un elemento chiave per completare l'architettura dell'Uem».

Anche qui, però, il commissario designato deve essere prudente, sapendo con quanta attenzione gli eurodeputati tedeschi e nordici leggeranno le sue parole: «Aiuterebbe gli Stati membri a mitigare gli shock economici più rapidamente, evitando ricadute negative», ma «è essenziale» che sia progettato tenendo conto di «una serie di vincoli economici e politici». In particolare, dovrebbe garantire che «non vi siano trasferimenti (finanziari, ndr) permanenti tra gli Stati membri», che «il sostegno sia il fornito in modo tempestivo e solo in caso di significativi shock esterni», e che «il regime non crei disincentivi per gli Stati membri nel condurre politiche di bilancio sane e attuare le necessarie riforme strutturali». Prudente è anche la risposta di Gentiloni alla domanda sul Fiscal Compact, il trattato intergovernativo dell'austerità, che la Commissione propone, senza troppa convinzione, di integrare nella legislazione comunitaria (di cui è copia conforme in gran parte, ma non completamente). C'è stata la proposta della Commissione, «ma l'opinione del Parlamento europeo è ancora sospesa, e non c'è stato sostegno sufficiente per la proposta in Consiglio Ue», si limita a ricordare il commissario designato.

Fiscalità e web tax

Sulla fiscalità, invece, e in particolare sulla «Web tax» e la tassazione dell'energia, il commissario designato può sfoderare grande ambizione, vista l'importanza delle iniziative che von der Leyen ha già annunciato per il mandato della nuova Commissione: «Il quadro internazionale dell'imposta sulle società non è in linea con le realtà della moderna economia. È troppo complesso e non garantisce che i profitti siano tassati dove sono generati», e questo avviene «in particolare per la tassazione dell'economia digitale». Perciò, annuncia Gentiloni, «farò in modo che la Commissione e l'Ue guidino gli sforzi internazionali per trovare un approccio concordato sulla fiscalità digitale a livello del G20 e dell'Ocse». Ma, avverte il commissario designato, «Se non vi sarà un accordo efficace raggiunto a livello internazionale entro la fine del 2020, l'Ue dovrà agire da sola».

Oltre alla web tax, la fiscalità, rileva Gentiloni, «può svolgere un ruolo diretto» anche «nel raggiungimento degli obiettivi del 'Green New Deal' europeo». E annuncia: «Lavorerò per assicurare che il nostro sistema fiscale fornisca i giusti incentivi per orientare il comportamento di produttori, utenti e consumatori, garantisca condizioni di parità e aiuti a compensare i gruppi vulnerabili interessato da questa transizione. Uno degli obiettivi chiave - annuncia - sarà la modernizzazione della Direttiva del 2003 sulla tassazione dell'energia».

E poi c'è il nodo della «carbon tax» alle frontiere

«Una borsa europea delle quote di emissioni di CO2 più ambiziosa, per raggiungere l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, dovrebbe essere combinata - spiega il commissario designato - con misure finalizzate a evitare la rilocalizzazione delle emissioni ('carbon leakage', ovvero lo spostamento della produzione fuori dallo spazio normativo europeo che limita e penalizza le emissioni ndr)) e garantire il vantaggio competitivo dell'Unione; non possiamo essere lasciati senza condizioni di parità. Questo potrebbe causare contraccolpi economici e sociali e vanificare il raggiungimento dei nostri obiettivi climatici. Per questo motivo - conclude - il presidente eletto ha proposto l'introduzione di una 'Carbon Tax' alle frontiere».

Gentiloni annuncia inoltre che promuoverà il passaggio dall'unanimità alla maggioranza qualificata in Consiglio Ue, con il pieno coinvolgimento del Parlamento europeo come co-legislatore, per gli atti legislativi nel settore della fiscalità, attivando la «passerella» prevista dal Trattato sul funzionamento dell'Ue (art. 116)

Il commissario designato insiste poi sulla priorità che verrà data dalla nuova Commissione, e dalla sua azione nel settore fiscale, nelle politiche economiche e negli investimenti, alle politiche climatiche e ambientali. «Una priorità cruciale del nuovo mandato sarà quella di intraprendere un'azione efficace riguardo all'emergenza climatica». Fin «dall'inizio della mia carriera politica - ricorda - le questioni ambientali sono state estremamente importanti per me. Credo fortemente -sottolinea Gentiloni - che la loro rilevanza in campo economico dovrebbe essere maggiormente riconosciuta nel coordinamento delle politiche economiche e sociali».

In particolare, nel «Semestre europeo» di sorveglianza dei bilanci e di coordinamento delle politiche economiche dei paesi membri dovrebbe essere garantita «una stretta corrispondenza politica» con gli obiettivi dello Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite». E il commissario designato promette: «Mi impegno a fare il primo passo in questa direzione già nel prossimo ciclo del Semestre europeo».