15 ottobre 2019
Aggiornato 13:30

Delrio getta acqua sul fuoco: «Renzi non sarà il novello Salvini della maggioranza giallorossa»

Lo dice il capogruppo dem, Graziano Delrio, renziano doc ora al fianco di Nicola Zingaretti, sulla tenuta del Governo all'indomani della nascita di Italia Viva

Matteo Renzi e Graziano Delrio
Matteo Renzi e Graziano Delrio ANSA

ROMA - «Confido nel senso di responsabilità dei colleghi in uscita. Semmai sono più preoccupato che, come sempre accade nella logica dei partiti, ognuno possa alzare delle bandierine: il modo più sbagliato di governare. Spero si mantenga lo spirito con cui siamo entrati in questa sfida: fare sintesi, altrimenti cadremo nella dinamica Salvini-Di Maio che tanto male ha fatto al Paese». Lo dice il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio, renziano doc ora al fianco di Nicola Zingaretti, sulla tenuta del Governo all'indomani della nascita di «Italia Viva» ad opera di Matteo Renzi e parlamentari in uscita dai dem.

Renzi non sarà il novello Salvini

«Qualche accento diverso sui contenuti ci sta. Ma deve servire però - avverte Delrio confidando che Renzi non sarà il novello Salvini della maggioranza giallorossa - ad arricchire il dibattito e ad aiutare la povera gente, non a scopi personali o di partito. Tante volte, durante il nostro cammino comune, io e Matteo ci siamo chiesti se nel Pd ci fosse spazio per l'innovazione e il cambiamento oppure fosse il caso di uscire. Una riflessione che abbiamo fatto, per esempio, quando perdemmo le primarie con Bersani. Ma poi ci siamo sempre detti che era meglio rimanere per provare a modificare, da dentro, la rotta del partito e avviare nel Paese una grande sfida riformista. Le divisioni sono sempre una sconfitta: per tutti». Il capogruppo dem sottolinea come «questa scissione è un fatto molto doloroso, soprattutto per me che ho accompagnato Matteo fin dall'inizio».

Ci conosciamo troppo bene

«Nel 2012 - ricorda Delrio intervistato da Repubblica - alle sue prime primarie, ero uno dei pochi dirigenti schierati con lui da sindaco di Reggio Emilia e presidente dell'Anci. Abbiamo sempre condiviso un percorso lungo e appassionante almeno sino a un anno fa, quando abbiamo scelto strade un po' diverse». Per Graziano Delrio, capogruppo pd alla Camera, l'addio del senatore di Firenze è molto più che una questione politica: ha a che fare con l'amicizia, vite che si intrecciano fuori dal palazzo, consuetudini familiari. Nei giorni scorsi - racconta ancora l'ex Ministro - l'ho sentito» ma «non ha provato nemmeno» a propormi di seguirlo. Perchè «sapeva da mesi che la risposta sarebbe stata no. Ci conosciamo troppo bene: i tentativi di convincere lui me e io lui sarebbero stati senza esito».