18 ottobre 2019
Aggiornato 05:30

La lezione di Dario Franceschini: «Pd e M5s sono diversi ma governare è un dovere»

Il Ministro per i Beni Culturali: «Il rischio di autoritarismo lo abbiamo sconfitto con le regole della democrazia parlamentare, altro che ribaltone»

Dario Franceschini, capo-delegazione PD nel Governo Conte
Dario Franceschini, capo-delegazione PD nel Governo Conte ANSA

CORTONA - «Abbiamo il dovere di far funzionare, di passare da un governo contro a un governo per. Sapendo che è difficile perchè siamo stati avversari e le distanze ci sono su alcuni temi, che ci sono state aggressioni reciproche, in Parlamento e nel Paese. Dobbiamo cercare di costruire una casa comune con i sassi che ci siamo tirati contro». Lo ha detto Dario Franceschini, ministro per i Beni culturali, chiudendo la convention di AreaDem a Cortona.

Non prenderemo il posto della Lega

Nel governo si dovrà lavorare «non con sfere di influenza, ma andandoci incontro, con il confronto, con la ricerca del compromesso. Non prenderemo il posto della Lega, cercheremo di lavorare in un sistema positivo in cui ciascuno impara qualcosa. Loro impareranno qualcosa, ma anche noi abbiamo qualcosa da imparare da loro, visto che hanno preso il 33%. Chi sente l'identità forte non ha paura di allearsi. Il governo è nato su ciò che unisce».

Democrazia ha sconfitto rischi autoritari

«Il rischio di autoritarismo lo abbiamo sconfitto con le regole della democrazia parlamentare, altro che ribaltone. Per un anno hanno governato il primo e il terzo partito, ora governano il primo e il secondo. E' il trionfo della democrazia parlamentare. Ma se sbagliamo, se il governo non funziona, il rischio tornerà - ha aggiunto - se non funziona il sovranismo è lì che incombe, come è successo quasi un secolo fa».

Pensare ad alleanza elettorale M5s-Pd

«Se il governo lavora bene potremmo ragionare di far diventare questa una alleanza elettorale in tempi non molto lunghi. Abbiamo nelle regioni e nel Parlamento nazionale un sistema a turno unico che spinge a alleanze. Noi vogliamo lavorare per questo: una alleanza in grado di battere la destra», ha detto ancora. «La prospettiva non è il M5s nel centrosinistra, ma il centrosinistra alleato con il M5s», ha precisato.

Renzi? Separazione consensuale è ridicola

«Non voglio credere a questa cosa della scissione, o a questa cosa ridicola della separazione consensuale. Rompere una storia politica è una cosa drammatica, come ci può essere una separazione consensuale quando spacchi un partito. E' già uscito un segretario, non ne voglio vedere uscire un altro». Nel Pd «ci sono stati errori di gestione, di convivenza, li correggeremo, ma non spacchiamo il Partito democratico. Ho cercato di sfuggire al ruolo di capodelegazione - ha rivelato - dopo anni passati a correre, carico di sensi di colpa, perchè togliere tempo alle mie splendide ragazze, alla mia bimba piccola, a mia moglie? Ma ho sentito il dovere civile di non scappare, così siamo qui e vi voglio chiedere: questo peso portiamolo insieme, tutto il Pd unito, solo insieme possiamo vincere questa sfida».