9 dicembre 2019
Aggiornato 06:30

Matteo Renzi avvisa il PD: «Alla Leopolda sarò chiaro come mai in passato»

L'ex Premier: «Senza di noi il Governo non c'è. Capisco la rabbia dei miei: il PD toscano è il più forte». Franceschini: «Nessuna ragione per una scissione»

L'ex Segretario del PD, Matteo Renzi
L'ex Segretario del PD, Matteo Renzi ANSA

ROMA - Matteo Renzi esce o non esce dal Pd? Tra passi avanti e frenate, la domanda tiene banco nel Pd ormai da settimane e il 'tormentone' aumenta via via che si avvicina l'appuntamento con la Leopolda, in programma tra un mese a Firenze. Del resto è lo stesso Renzi a lasciare sempre un margine di dubbio su quali siano le sue reali intenzioni. Lo fa anche oggi, in una intervista al «Corriere Fiorentino», dorso locale del «Corriere della Sera».

Agenda Firenze

Renzi parla da «fiorentino e da senatore eletto qui» ed esprime la sua convinzione che «questo governo di emergenza ha la possibilità di recuperare il rapporto con la città non con qualche poltrona ma con una vera e propria 'Agenda Firenze', che mi pare assolutamente necessaria e di cui io mi faccio garante nella mia veste di senatore e di ispiratore del nuovo esecutivo».

Senza di noi il Governo non c'è

Di politica nazionale, nella lunga intervista, Renzi parla solo di sfuggita, per dire che «le chiacchiere stanno a zero. Di politica nazionale parleremo alla Leopolda e sarò chiaro come mai in passato. La priorità adesso è Firenze». Però, tiene a sottolineare, per il Conte 2 «la maggioranza è relativa, non assoluta. Senza di noi non c'è governo, chiaro?"

Capisco la rabbia dei miei

Renzi, nell'intervista, parla anche della polemica per l'assenza di esponenti toscani nell'esecutivo. «Capisco la rabbia di Simona (Bonafè, ndr) e di Dario (Nardella, ndr), perché il Pd toscano è il Pd più forte d'Italia ed è logico che loro si sarebbero aspettati un riconoscimento territoriale in occasione della formazione del governo. Ma io sono la persona meno indicata a parlare delle poltrone di questo esecutivo: ho accettato di votare la fiducia ad un governo con i Cinque Stelle soltanto per evitare il disastro economico che sarebbe iniziato con l'aumento dell'Iva e l'uscita dell'Italia dall'Europa che conta. E l'ho fatto senza chiedere niente per me o per i miei, nemmeno uno sgabello, altro che poltrone. L'interesse del Paese viene prima dell'interesse dei singoli e io l'ho dimostrato», conclude l'ex Premier.

Franceschini a Renzi: «Scissione non ha ragioni»

«Cosa è successo, dato che la strada la abbiamo imboccata insieme? Non ci sono le ragioni per una scissione. A Renzi dico: non farlo, il Pd è la casa di tutti, casa tua e casa nostra». Lo ha detto Dario Franceschini, ministro per i Beni culturali, chiudendo la convention di AreaDem a Cortona. «Il popolo della Leopolda non è un'altra cosa, è parte del partito democratico. Non indeboliamoci spaccando il partito di fronte a questa destra», ha concluso, sottolineando che «Zingaretti è il segretario più generoso e inclusivo tra tutti noi che siamo stati segretari».