22 novembre 2019
Aggiornato 10:30

Zingaretti: «Adesso in Italia si cambia tutto. A Conte chiediamo lealtà»

Alla Festa dell'Unità il segretario del Partito Democratico decreta la fine della stagione dell'odio sovranista. E si appella al mutuo rispetto con M5s

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ROMA - «Domani nel Parlamento della Repubblica si volta pagina e si chiude la stagione populista del nostro Paese», si apre «una nuova stagione per dire basta alla stagione di odio, si apre «la stagione della speranza». Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nell'intervento conclusivo alla Festa dell'Unità di Ravenna. «Nasce un nuovo Governo - aggiunge Zingaretti - e se nasce è anche per dire basta a questo imbarbarimento. Basta. Chiudiamo la stagione dell'odio e apriamo la stagione della politica della speranza. Nessuno faccia il furbo; con la nascita di questo Governo non c'è nessun tradimento del voto popolare. Il Governo Gialloverde era nato in Parlamento tra quello che risultò il primo e terzo partito. Questo Governo nasce in Parlamento tra il primo e il secondo partito e con altre forze politiche».

Ce lo chiede l'amore per l'Italia

«Con il movimento 5 stelle, Leu, forze laiche e moderate - aggiunge - abbiamo rifiutato l'idea di un altro contratto tra programmi separati. Il Premier Conte lavora su un piattaforma discussa approvata e condivisa. Per noi quella è la base di una stagione nuova. Ce lo chiede l'amore per l'Italia. Il bisogno di archiviare la cultura dell'intolleranza, mettendo di nuovo al centro le persone, la loro dignità e la capacità e voglia di realizzarsi e costruire il futuro».

A Conte e agli alleati chiediamo lealtà

«Ai nuovi alleati e al presidente Conte noi chiediamo una cosa semplice e rivoluzionaria: lealtà, riconoscimento delle ragioni di tutti. Tutti dobbiamo cambiare passo».

Italia ha pagato prezzo altissimo

«Adesso in Italia si cambia tutto, dobbiamo cambiare questo clima, dietro di noi c'è una stagione che l'Italia ha pagato a un prezzo altissimo, sull'economia, sulla credibilità che nel mondo ha subito un duro colpo, con una regressione culturale nel linguaggio e anche nello stile della lotta politica. E' tornato il tempo di rialzarsi in piedi - ha aggiunto - non vivere di gossip e confronti tv dei leader. La storia non è scritta, la storia la cambiano le persone, la loro coerenza, la loro capacità di battersi. Non parleremo mai più di flat tax, noi vogliamo abbassare le tasse ma ai redditi più bassi di questo paese».

La storia di questi anni '20 vogliamo scriverla noi

«Questa volta, a differenza di un secolo fa, la storia di questi anni 20 vogliamo scriverla noi con gli italiani e gli europei. E sarà una bella storia, all'insegna della liberazione umana e di un futuro degno di essere vissuto». Lo ha detto il segretario sottolineando che «gli anni verdi del nuovo secolo dovranno essere gli anni della rivoluzione verde, democratica, delle giustizia sociale e delle libertà. Guidiamo noi questi nuovi anni 20 di questo secolo. E' una bella sfida e possiamo farlo - ha aggiunto - dobbiamo offrire noi un'identità, una visione, politiche nuove di un bel futuro per l'Italia. Se manca questo progetto, questa capacità di pensare il futuro le risposte verranno cercate nella storia del passato e questo non deve più accadere».

Pd ha vinto perché unito

«Oggi l'Italia è protagonista della costruzione della nuova Europa. Il crollo dello spread, iniziato con l'avvio della fase del nuovo Governo rimette nelle tasche degli italiani miliardi di euro, riapre margini per manovre più espansive e saremo rappresentati in uno dei ruoli più importanti delle istituzioni europee da Paolo Gentiloni, democratico il che noi che lo conosciamo bene è una garanzia per il futuro dell'Europa. Il Pd in uno dei momenti più drammatici della nostra storia e complessi della Repubblica ha vinto perché ha affrontato questo tornante all'insegna dell'unità. Tutto questo - ha proseguito - è avvenuto perché nella politica ha prevalso la ragione, l'interesse generale e per il Paese. E questo è accaduto anche nel Pd. Finalmente ce l'abbiamo fatta. Abbiamo combattuto uniti. Tutti e tutte assieme e uniti».

Sfida immensa, ora riaccendere l'economia

«Ora siamo agli inizi dobbiamo saperlo: la sfida sarà immensa. C'è una economia da riaccendere guardando a chi è rimasto più indietro e al bisogno di rilanciare una crescita oggi inchiodata allo zero. Bisogna riprendere un rapporto con l'Europa che ci renda più credibili nel proporre politiche di sviluppo e crescita e di lotta alle disuguaglianze. C'è da ricostruire, come spesso ci ricorda Romano Prodi che dopo anni è tornato alla festa de l'Unità, un clima di fiducia tra le persone».

Mai più principi medioevali del decreto Pillon

«Possiamo dire ai nostri figli, alle bambine e ai bambini di oggi, alle donne italiane che non vivranno mai in un Paese nel quale i rapporti nella famiglia saranno dettati dai principi medioevali del decreto Pillon,. è solo l'amore il principio regolatore che deve essere alla base di un unione famigliare. Ecco perché, vista una possibilità di percorrere insieme una via, ci siamo rimessi in gioco abbiamo accettato la scommessa. E ora dovremo essere coerenti con gli impegni presi. Ve lo assicuro - aggiunge - non accadrà mai più ciò che è accaduto mesi fa a quella professoressa di Palermo sospesa per due settimane solo perché aveva garantito il diritto di pensiero e di critica ai suoi studenti di una scuola pubblica. Lo diciamo a lei alla Professoressa Dell'Aria, non accadrà mai più perché abbiamo chiaro che in Italia c'è un reato, ma il reato è apologia di fascismo. Non di antifascismo».

Con M5S dobbiamo avere coraggio di trovare sintesi nuove

«Questo Governo è formato da forze diverse e per alcuni aspetti alternative. Noi non dobbiamo avere paura o solo osservare e contemplare ciò che ci divide. Dobbiamo avere il coraggio e la passione di affrontare queste divisioni e approdare per il bene dell'Italia a sintesi nuove».

Puntare a elezione diretta presidente Stati Uniti d'Europa

«Battiamoci per l'elezione diretta del Presidente degli Stati uniti d'Europa. Gli anni 20 di questo secolo siano gli anni della rivoluzione democratica sovrannazionale: diamo alla democrazia una dimensione nuova, Europea. Battiamoci per trattati nuovi, perché a cominciare dalle grandi multinazionali del web tutti paghino le tasse ridistribuendo la ricchezza in maniera equa. Battiamoci dopo la rivoluzione industriale e dell'information tecnology, affinchè gli anni 20 del nuovo secolo siano gli anni della rivoluzione verde, anni in cui il Pianeta venga rispettato e possa nutrire i suoi abitanti senza essere distrutto. Torni ad essere il pianeta certo di chi ci vive, ma anche di chi ancora non è nato», ha aggiunto Zingaretti.