17 novembre 2019
Aggiornato 15:30

Salvini: «Il reddito di cittadinanza va subito verificato. Giorgetti? Ministro dell'Economia»

Il leader della Lega, Matteo Salvini: «Voglio proprio vedere Paragone e la Boschi che votano insieme la commissione d'inchiesta sulle banche»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Quello a cui penso io? È un governo con Giancarlo Giorgetti ministro dell' Economia. Questo è quello che voglio e per cui lavoro». Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, in un'intervista al Corriere della Sera. Il vicepremier torna sulla sua mossa di ieri di aprire al taglio dei parlamentari per poi andare al voto ma senza ritirare la mozione di sfiducia a Conte. «Ma che le devo dire? Quel che ho già detto: non siamo al mercato del pesce. Forse che loro hanno cancellato tutti i no degli ultimi mesi? Comunque, io ho preso tali e quali le parole di Di Maio di cinque giorni fa: diceva testuale che dopo il taglio delle Camere si poteva andare a elezioni. Ma se è dopo, significa che prima voti quello, e poi si apre la crisi».

Salvini: «Verificare subito il reddito di cittadinanza»

Ma secondo lei il capo dello Stato sarà d'accordo nel rinviare alla prossima legislatura l'entrata in vigore di una riforma costituzionale come il taglio dei parlamentari? «Io so - risponde - che si è già fatto in passato, su materie rilevanti». La fotografia del tabellone che ha bocciato le modifiche del calendario, per Salvini è «l'inciucio». «Però, voglio proprio vedere - aggiunge - Paragone e la Boschi che votano insieme la commissione d'inchiesta sulle banche. Oppure quella sulle case famiglia tipo Bibbiano. Aggiungo che, a differenza di quello che dicono Renzi e Di Maio, con il nostro governo - osserva - non è in discussione quota 100 e non si toglieranno gli 80 euro. Semmai, sarà doveroso verificare il reddito di cittadinanza».

«Ho sentito Berlusconi al telefono»

Perché non ha incontrato Silvio Berlusconi? «Ma dai... Ho letto cose da pazzi. Che si vogliono i notai per firmare gli accordi...», «Io sono stato per gran parte della giornata al Viminale, ci sono le navi di 5 Ong con 500 ospiti a bordo, c'erano due bimbi di sei mesi in difficoltà che eravamo pronti ad accogliere... E poi ho chiuso il dossier di Castel Volturno dove ci occuperemo di camorra, mafia nigeriana, rifiuti che scompaiono... Con Berlusconi ci siamo sentiti per telefono. Io ho lanciato l'Italia del sì senza preclusioni, ma questo non vuole dire che già ci siano accordi o altro. Tra l'altro, le vecchie etichette sono del tutto superate», aggiunge Salvini.

Giorgetti: «Elezioni più facili se crisi aperta prima»

«Sono le decisioni di un capo, e un capo sempre decide lui da solo e alla fine sono responsabilità personali». Giancarlo Giorgetti risponde così a Fatto Quotidiano, Repubblica e Fanpage in merito ai tempi della crisi decisi da Salvini. Sarebbe stato più facile andare a votare se la crisi di governo si fosse fatta prima? «Sì secondo me sì», aggiunge. Si potrebbe votare il taglio dei parlamentari dopo la sfiducia? «Non sono un costituzionalista, questo bisognerebbe chiederlo al presidente della Camera dei Deputati. Noi - dice - siamo disposti a votare anche per la quarta volta, come abbiamo già fatto per tre volte questa riforma». Ma poi si potrà andare subito al voto? «L'interpretazioni non tocca farla a noi. Noi pensavamo - dice ancora - che Conte si dimettesse l'altro ieri, però vuol aspettare il venti e allora aspettiamo il venti».

Centinaio: «Conte salga al Colle, noi non ci dimettiamo»

Se Conte non si dimetterà o la mozione non verrà discussa, come si uscirà dalla crisi? «Si uscirà dalla crisi con Conte dal presidente della Repubblica, a nostro parere». Lo afferma il ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio, a Circo Massimo, su Radio Capital. «Noi della Lega non ci dimettiamo. Abbiamo messo una mozione di sfiducia al presidente Conte - aggiunge Centinaio - perché ci siamo resi conto che, a furia di sentirci dire no, questo governo non ha più senso di esistere».