18 ottobre 2019
Aggiornato 10:30

Calenda: «Ci sono due PD. Renzi ha i gruppi parlamentari, Zingaretti il partito»

L'europarlamentare del PD, Carlo Calenda: «Renzi non si siede con nessuno, non prende la telefonata di nessuno e non discute con nessuno»

Matteo Renzi e Nicola Zingaretti
Matteo Renzi e Nicola Zingaretti ANSA

ROMA - «Il Pd è finito», la scissione è «un dato di fatto» perchè «ci sono due Pd: uno ha i gruppi parlamentari e un altro ha il partito» e «Renzi ha fatto un'intervista, non solo facendo zompare per aria il Pd ma anche facendolo diventare argomento di conversazione al posto della crisi di governo. Il tutto senza fare una telefonata a nessuno. E questo aveva detto che avrebbe fatto il senatore semplice e che non avrebbe parlato per due anni... pensa se parlava». Lo ha detto l'europarlamentare Dem Carlo Calenda intervistato a Circo Massimo su Radio Capital.

Renzi non parla con nessuno

«Nell'ultima direzione ho proposto di creare una segreteria politica in cui la gente si guarda in faccia e prende una decisione comune. I primi a non volerlo sono stati i renziani. Renzi non si siede con nessuno, non prende la telefonata di nessuno e non discute con nessuno. Questa è la verità», ha attaccato l'ex ministro.

Costruire un fronte repubblicano

«Non vuol dire che non si lotterà fino alla fine. Io cercherò di costruire un fronte repubblicano, come sto dicendo da mesi, ma insieme al Pd. Si può anestetizzare questa ferita solo rilanciando un grande progetto politico che al momento anche Zingaretti mi sembra non stia lanciando. Se vuole fare il segretario del Pd e non l'amministratore straordinario della liquidazione», consiglia Calenda, «deve rilanciare facendo un grande progetto che coinvolga e vada oltre il Pd. Se avrà il coraggio di farlo, esisterà qualcosa che non sarà il Pd come lo conosciamo oggi. Se non lo farà, il Pd scenderà al 15% e poi ci sarà una sinistra frammentata. E questo significherà consegnare l'Italia a Salvini. Mi batterò contro questa prospettiva. Magari sarò solo come un pirla...».

Martina: «Unità precondizione per essere utili al Paese»

«Rimango coerente con quello che ho sempre pensato e fatto: l'unità del Pd è una precondizione per essere utili al Paese, oggi più che in altri momenti. Chiedo di poter discutere nei luoghi giusti, ascoltandoci, e poi le decisioni vincoleranno tutti. Penso che vadano verificate seriamente tutte le condizioni per evitare di far subire al paese le derive pericolose di Salvini e su questo il ruolo del Pd come pilastro dell'alternativa deve essere sempre più forte, preparandoci a qualsiasi eventualità». Lo afferma in una nota l'ex segretario PD e deputato Maurizio Martina.

De Maria: «Non ci possiamo permettere spaccature»

«Abbiamo sulle spalle come Partito Democratico una grande responsabilità. Verso il Paese e verso i valori della Costituzione che dobbiamo difendere dalla deriva reazionaria rappresentata dalla Lega di Salvini. Spaccature, scissioni, conflitti interni non ce li possiamo permettere, non sono all'altezza delle nostre responsabilità». Lo afferma il deputato del Pd Andrea De Maria. «Seguiamo gli sviluppi della crisi e vediamo le iniziative che assumerà il Presidente della Repubblica. Discutiamo se necessario fra noi al momento giusto e nelle sedi opportune che il Partito ha. E stiamo in campo insieme e uniti» conclude.